Ripercorriamo la vicenda che ha portato alla perdita di un
pezzo del piano Full Green.
È partito negli scorsi mesi il servizio dei bus elettrici Iveco E-way del piano Full Green di Atac. Un primo passo importante, che
vedrà nei prossimi mesi, dopo Portonaccio, l’elettrificazione anche delle
rimesse di Tor Sapienza, Grottarossa e Trastevere e l’arrivo di ulteriori 302
bus completamente elettrici.
Ma non solo, già da adesso il Comune sta progettazione l’espansione
della flotta green, con ulteriori 60 bus finanziati dal PSNMS che andranno alla rimessa di piazza Ragusa (Tuscolana), riacquista nel perimetro capitolino
grazie all’offerta irrevocabile per l’acquisto presentata durante il piano
concordatario di Atac.
Stesso destino, purtroppo, non sarà possibile per il deposito
“Della Vittoria” in piazza Bainsizza. Un pasticciaccio ereditato dalla
precedente amministrazione che, in questo articolo, abbiamo voluto ripercorrere.
Correva l’anno 2017 quando Atac, soffocata dai debiti, presentò a settembre al Tribunale Fallimentare di Roma la domanda per accedere al concordato preventivo: una manovra dolorosa per far tornare a quadrare i conti, ma necessaria per evitare il fallimento dell’azienda. Tra le varie azioni intraprese dal concordato per recuperare la necessaria liquidità nei confronti dei creditori, fu individuata la dismissione degli immobili non più strutturali al pubblico servizio, tra cui i depositi Della Vittoria, di Ragusa, San Paolo, oltre a tutta un’altra serie di immobili in disuso (l’area di via Gino Severini, alcune sottostazioni elettriche tramviarie e via discorrendo).
In particolare la rimessa di Bainsizza fu inserita nel lotto
11 delle vendite e fu
battuta all’asta nell’aprile del 2021 senza la presentazione di alcuna offerta,
neanche da parte del Comune, che avrebbe potuto esercitare in quell’occasione il
diritto di prelazione senza concorrenti: un errore grave da parte dell’uscente
amministrazione capitolina 5 stelle, che ben presto sarebbe costata cara alla città.
Pressata dalle proteste dei comitati cittadini, l’uscente sindaca Raggi si fece
promotrice, nel corso della seconda asta, di una proposta di offerta irrevocabile
di acquisto dell’immobile, valutato per un valore di 16 milioni di euro (DGCa
185/2021).
Il successivo 24 novembre la società Sant’Anna presentò, tuttavia,
un’offerta
migliorativa di 17,48 milioni di euro, aggiudicandosi provvisoriamente l’immobile.
Il successivo 3 dicembre la neoeletta maggioranza PD approvò con DAC
110/2021 un ulteriore rilancio 19,23 milioni, cercando in extremis di riconquistare
il sito nelle mani del pubblico.
Alla
fine a spuntarla fu nuovamente il privato, avvantaggiato dalla conoscenza
del rilancio di Roma Capitale, la cui cifra era di pubblico dominio. Con
ulteriore MGCa
19/2022 l’assessore tentò di esercitare il diritto di prelazione sull’immobile,
senza
tuttavia i risultati sperati.
Allo stato attuale, dunque, i 15mila metri quadri del
deposito Della Vittoria sono una proprietà privata: l’unica maniera con la
quale il Comune potrebbe riprendersi la rimessa sarebbe un esproprio, con
ampissimi rischi di un ricorso al TAR del Lazio e il cui esito sarebbe incerto.
Una grave sconfitta per la collettività, visto che Bainsizza
sarebbe potuta diventare alternativamente o il deposito tramviario a servizio
della linea della Musica, o la rimessa di bus elettrici a nord-ovest della
città, specularmente all’impianto di piazza Ragusa a sud-est e in una zona semi-centrale.
Tutti progetti, questi, andati in fumo non senza delle
conseguenze a lungo andare: per quanto riguarda i tram l’assenza di un ricovero
a nord ha costretto a ripiegare sul progetto di un nuovo parcamento a Ponte Bianco,
lungo la linea dell’8, con funzionalità decisamente più limitate, mentre per
quanto riguarda i bus elettrici si è dovuto ricorrere all’elettrificazione
della già esistente rimessa di Grottarossa, molto più lontana dal Centro
Storico.
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