L'assurda denominazione della MetroB/B1


Sono ormai passati ben 7 anni dall'apertura del ramo Bologna-Jonio della MetroB, denominato, per non ben precisate ragioni, MetroB1. È effettivamente corretto denominare un ramo con un altro nome?



Nel 2012, precisamente il 13 luglio, i treni hanno iniziato a viaggiare sulla diramazione Bologna-Conca d'Oro della MetroB. 

Successivamente, il 21 aprile del 2015 è stata aperta anche la stazione Jonio, attuale capolinea. 

La denominazione di questo ramo è divenuta "MetroB1" per differenziarla dal ramo Bologna-Rebibbia. 

Siamo sicuri che questa differenziazione sia necessaria?


In molte altre città nel mondo le linee della metropolitana hanno delle diramazioni; partiamo da un esempio italiano, Milano. 

La M1 (rossa) ha una due rami ad ovest; uno si dirige verso Rho Fiera e l'altro verso Bisceglie. 

Non è presente alcuna differenziazione di denominazione tra i due rami.

Altro esempio è la M2 (verde), sempre a Milano; questa linea invece di avere due rami, ne ha ben quattro. La linea, infatti, si sdoppia sia a nord che a sud. 

Anche qui, non c'è nessuna differenza di denominazione tra i diversi rami della M2.

Se vogliamo spostarci in città con reti della metropolitana ancora più complesse, c'è il caso di Londra.


La Northern Line
Nella capitale britannica ci sono molte linee con diramazioni che creano una complesso dedalo di linee: tra queste ci sono la Northern Line, la Piccadilly Line, la Metropolitan Line, la Central Line e la District Line.

Per quanto riguarda la Northern Line, la linea si biforca in pieno centro per poi ricongiungersi a Camden Town, nella zona nord della città, da dove si divide in due diversi rami; uno si dirige verso Edgware, a nord-ovest, ed uno verso nord-est. 

Quest'ultimo dopo la stazione di Finchley Central si divide a sua volta per raggiungere la stazione di Mill Hill East o la stazione di High Barnet.


La Metropolitan Line
La Piccadilly Line è invece un po' più semplice; nella zona verso nord-est è presente un unico ramo, mentre verso ovest la linea si divide. 

Un ramo raggiunge Uxbridge (nord-ovest), l'altro Heathrow. 

All'interno dell'aeroporto londinese i treni seguono diversi tracciati; alcuni raggiungono prima il Terminal 4 e poi i Terminal 1, 2 & 3, altri passano direttamente ai Terminal 1, 2 & 3 per poi giungere al Terminal 5.


La Piccadilly Line
La Metropolitan Line ha più o meno la stessa configurazione della Piccadilly; ramo unico da un lato e varie biforcazioni dall'altro. 

Nello specifico, il ramo est è unico e raggiunge Aldgate. 

Le diramazioni sono tutte nella zona nord-ovest e sono in totale ben quattro; inizialmente la linea si sdoppia dopo la stazione Harrow-on-the-Hill per giungere da un lato a Uxbridge mentre verso nord per biforcarsi successivamente dopo Moor Park. 


La Central Line
Da lì, una diramazione raggiunge Watford mentre l'altra arriva alla stazione di Chalfont & Latimer per sdoppiarsi nuovamente e raggiungere Chesham o Amersham.

Trasferendoci sulla Central Line, vi sono due rami ad ovest, uno per Ealing Broadway e l'altro per West Ruislip, ed altri due ad est. Uno si dirige verso nord, ad Epping, mentre l'altro si dirama da Leytonstone e, dopo aver fermato in varie stazioni si reimmette nell'altro ramo a Woodford, creando un anello.

Infine, la District Line, ha come stazione principale, dalla quale passano tutti i servizi che vengono effettuati, Earl's Court. Da qui, andando verso est, la linea si divide in un ramo che va verso Upminster ed un altro che va verso Edgware Road. 


District Line
Nel lato ovest invece, subito dopo Earl's Court c'è la diramazione per Wimbledon, quella per Kensington (attiva solo nei weekend e nei giorni festivi) ed un ulteriore ramo che si sdoppia ulteriormente dopo Turnham Green per arrivare a Richmond o a Ealing Broadway.

I treni di tutte queste linee sono differenziati esclusivamente in base alla destinazione. Non è presente alcuna numerazione in base ai rami percorsi, nonostante sia una rete di gran lunga più complicata di quella romana.

Analizzando con attenzione il caso della MetroB romana ci accorgiamo che, all'interno delle stazioni non è presente la differenziazione della linea in B/B1. 


Infatti, nelle banchine di stazione, il nome della fermata è sempre accompagnato esclusivamente dal logo della MetroB. 

La denominazione "MetroB1" è indicata nelle mappe della rete, fuori dalle stazioni (nei pressi degli ingressi), sui display dei bus che fanno capolinea nei pressi delle stazioni del ramo Bologna-Jonio ed alle fermate di scambio con le suddette stazioni.

È curioso come prima dell'inaugurazione della linea, quando i lavori erano in procinto di terminare, all'esterno delle stazioni era indicato il logo della MetroB, poi sostituito dal nuovo logo della MetroB1 a pochi giorni dall'apertura. Ciò ci fa ipotizzare che il cambio di denominazione possa essere stata una scelta politica dell'allora amministrazione Alemanno.

Una scelta che genera molta confusione tra turisti e utenti occasionali, poiché tende a far pensare che si tratti di una linea diversa dalla MetroB (intesa come Laurentina-Rebibbia), ed unica nel panorama delle grandi città italiane ed europee.

Molto probabilmente sarebbe il caso di eliminare questa assurda denominazione differente tra i rami della MetroB e differenziare esclusivamente i treni per destinazione, come, tra l'altro, viene già fatto ora.

Autore: @TplRoma, blogger per Odissea Quotidiana, studente, appassionato di trasporti sin da piccolo e autore di #AutobusDiRoma, una rubrica che serve a spiegare su quali autobus saliamo ogni giorno! - Leggi tutti i post di @TplRoma

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Commenti

Anonimo ha detto…
Roma è sempre stata una città cervellotico nei criteri di numerazione sia delle lire che del parco veicoli, sistema che autobus, filobus e treni metropolitani. Si pensi, ad esempio, al criterio di numerazione dei veicoli tramviaria, che era solo con numeri dispari per le motrici e pari per i rimorchi, anche quando questi ultimi non c'erano più. Anche i tram Stanga in servizio tuttora seguono ancora questo criterio (serie 7001-7115, solo numeri dispari). Si è dovuto aspettare le motrici Socimi tipo T8000 nel 1990 (serie 9001-90xxp) per vedere eliminato questo criterio, che tra l'altro raddoppiava inutilmente la quantità di numeri necessari.