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Ecco come cambieranno i mezzi di trasporto dopo la quarantena


Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte annuncia la proroga del lockdown almeno fino al 13 aprile, ma c’è un settore che già in questo momento si sta ponendo il problema di come accogliere gli italiani quando la quarantena sarà finita



Perché non si è mai fermato: i trasporti. Autobus, tram, treni, trasporto pubblico locale e ferroviario, sono considerate attività necessarie dal governo e per questo mantengono il servizio anche se hanno ridotto corse e tratte. 

La base per capire come si comporteranno le aziende pubbliche e private quando arriveranno sempre più passeggeri nei mezzi a fine lockdown è il protocollo siglato il 20 marzo dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con le organizzazioni di categoria e le rappresentanze sindacali. 

Delle regole per contenere la diffusione del Covid19, e garantire allo stesso tempo la sicurezza dei lavoratori e dei viaggiatori. Primo, mantenere la distanza di almeno un metro tra persona e persona. 

Un obbligo che vale per tutto il personale viaggiante. E nel caso non sia possibile mantenere questa distanza, i dipendenti devono utilizzare delle mascherine. Anche terminata la quarantena bisognerà continua a sanificare in modo frequente tutte le parti che potrebbero toccare viaggiatori e lavoratori. 

A oggi l’installazione dei dispenser di idroalcolica è una linea guida da applicare «ove possibile», ma dal dopo quarantena dovrà essere un obbligo per tutelare i passeggeri.

Da Milano a Roma le aziende del trasporto pubblico contattate da Linkiesta stanno già adottando le linee guida, aggiungendo particolari precauzioni. Per esempio il Comune di Milano ci conferma che tutti i mezzi del trasporto pubblico locale, metro, tram e bus, sono igienizzati a turno nell’arco delle 24 ore. L’Atac, l’azienda del trasporto pubblico a Roma, sanifica tutti i suoi mezzi una volta al giorno dopo quando le corse terminano alle 21. 

E non permette ai suoi conducenti di aprire la porta anteriore delle vetture per le quali non è disponibile un accesso separato alla cabina guida.

Una precauzione per evitare il contatto con i passeggeri già prevista dalle linee guida del ministero che formalmente rimarrà operativa fino al termine dell’emergenza, ma sarà applicata anche nel dopo quarantena. I passeggeri saliranno nella porta centrale e posteriore. 

Sarà il conducente con molta probabilità a dover segnalare di volta in volta se c’è bisogno di più mezzi perché l’afflusso di persone e il distanziamento sociale riempiranno in fretta i bus. 


Così come è probabile che in un primo periodo sia obbligatorio rimanere in coda alla fermata mantenendo il metro di distanza con l’inizio della fila a partire dalla palina, come indicato dalla Gtt, l’azienda del trasporto pubblico di Torino. 

Non solo, il Gruppo FS Italiane conferma a Linkiesta che nei mezzi di Busitalia l’area vicina al conducente è inaccessibile: non è possibile sedersi nella prima fila sui mezzi di trasporto urbano e nelle prime due file sui mezzi del servizio extraurbano. 

Ed è stata interrotta anche la vendita dei biglietti a bordo. L’acquisto online sarà sempre più agevolato anche dalle altre compagnie di trasporto pubblico per evitare il contatto nella fase delicata del post quarantena. 

Il protocollo del ministero dei trasporti si occupa anche delle stazioni ferroviarie. Le due compagnie Trenitalia, del Gruppo FS Italiane, e Italo Ntv garantiscono la sanificazione giornaliera fornendo entrambi nei loro treni i dispenser di idroalcolica e i dispositivi di protezione individuale per i loro dipendenti, comprese le limitazioni a numero massimo dei passeggeri ammessi nelle aree di attesa comuni. In particolare Trenitalia ha inserito i dispenser nei bagni per i treni di medio-lunga percorrenza e nei regionali sia nel bagno che nelle entrate e uscite dei vagoni. 

A Linkiesta la Filt-Cgil, Federazione italiana lavoratori trasporti, fa sapere che non bisognerà abbassare la guardia per tutelare la salute dei dipendenti. «Nel settore ferroviario il personale di bordo e gli addetti alla pulizia dovranno ricevere  in modo continuo guanti e mascherine. I tornelli usati nelle principali stazioni per evitare l’evasione di chi non paga il biglietto dovranno essere utilizzati per contingentare in una fase iniziale l’arrivo dei passeggeri.

Adesso su alcuni treni si sale senza prenotazione è un problema da non sottovalutare, così come quello di chi sta in piedi». Per questo Trenitalia ha attivato da giorni un nuovo criterio per la prenotazione online dei posti a bordo delle Frecce, invitando i viaggiatori ad acquistare i biglietti preferibilmente sui canali digitali: app e sito web. La prenotazione “a scacchiera” serve a garantire il rispetto delle distanze di sicurezza. 

Una misura che potrebbe essere ampliata e usata anche per altri mezzi. 

E nelle stazioni dove non ci sono i tornelli come avverranno i controlli? Bisognerà aspettare le indicazioni precise del governo, ma dopo la quarantena si pensa di potenziare il controllo alla banchina della stazione, dove oltre al biglietto sarà controllata anche la temperatura per evitare che persone con la febbre o contagiati sospetti possano infettare gli altri passeggeri. 


Anche Italo ha ridotto la sua offerta commerciale, garantendo due servizi giornalieri. A Linkiesta fa sapere che «ha avviato attività straordinarie di pulizia specifica dei treni con materiale disinfettante e impartito istruzioni specifiche per il personale che è stato dotato  di equipaggiamento protettivo (mascherine da utilizzare in casi specifici, guanti monouso e disinfettante per le mani); a bordo treno ha sospeso i servizi di caring e nelle stazioni ha sospeso l’attività dei presidi di vendita, assistenza e accoglienza lasciando operative le biglietterie self-service». 

Misure che saranno prolungate anche dopo la fine della quarantena, da modulare in base alle indicazioni del governo. 

Queste le misure adottate e le previsioni, ma c’è un problema da affrontare fin da subito per garantire una efficiente transizione nel trasporto pubblico locale, devastato dal danno economico e con alcune società già in perdita prima del coronavirus. Chi pagherà per la sanificazione e i dispositivi di protezione? 

«Quando si tonerà alla normalità il primo settore pronto dovrà essere il nostro. Abbiamo segnalato al governo che l’uso di strumenti come mascherine, guanti, protezioni per autisti e macchinisti controllori oltre al personale di manutenzione dei mezzi e la sanificazione continua sono costi extra che non possono ricadere sulle nostre spalle», spiega Andrea Gibelli, presidente di Asstra l’associazione che rappresenta la maggior parte del sistema dei trasporti pubblici locali in Italia, 150 affiliati. 

«La perdita dei mancati introiti delle tariffe di febbraio, aprile e maggio è di circa 200 milioni di euro al mese. Se non ci sarà un intervento straordinario del governo le aziende di trasporto più piccole non avranno liquidità tra un mese». 







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