Subscribe Us

Appunti sui treni della Roma-Lido

treni roma-lido


I treni della Roma-Lido erano innovativi per quegli anni, pieni di soluzioni tecniche fortemente innovative. Il racconto di un utente - molto preparato - sulle MA200 e le MR500. Il racconto di quando a Roma il trasporto pubblico era all'avanguardia



Questa serie di commenti sono stati pubblicati in calce al post - scherzoso - I treni della Roma-Lido: le MA(h)200. Ringrazio sinceramente l'autore, che purtroppo non si è firmato

Una precisazione sui treni serie MA 200: è vero che non hanno aria condizionata, ma erano predisposti fin dall'origine per riceverla, ed infatti ad alcuni di essi è stata, in occasione del passaggio alla Lido, effettivamente applicata.

Va anche considerato che questi treni furono quasi dei prototipi, poichè sperimentarono soluzioni tecniche fortemente innovative per quegli anni. Ad esempio, sono stati i primi treni per ferrovie metropolitane italiani ad avere l'intercomunicante tra veicoli contigui di una stessa Unità di Trazione (in questo caso formata da Motrice con cabina-Romorchiata-Motrice con cabina; un treno di 6 vetture sono quindi due UdT in comando multiplo).

Hanno, inoltre, porte ad azionamento elettrico, pavimento flottante su silent-block per ridurre rumori e vibrazioni, circuito di trazione ad inverter GTO con motori asincroni trifase, compressori rotativi molto silenziosi; insomma, sono stati quasi dei prototipi, e come tali andavano trattati, ossia ordinando non direttamente 20 Unità di Trazione, ma solo uno o due treni (quindi due o quattro UdT) da sottoporre a sperimentazione, e poi si poteva passare ad una ordinazione di serie.

Infine, siamo alle solite: trattasi di treni progettati per la metropolitana linea A, non per la ferrovia regionale Roma-Lido, che ha caratteristiche di linea e di esercizio alquanto differenti.

Di conseguenza, treni di questo tipo "non ci lavorano bene" (ad esempio, i rapporti di trasmissione "corti" fanno lavorare male i motori sulle tratte lunghe, venendo quasi "tirati per il collo", e meno male che almeno gli stessi sono asincroni trifase, quindi privi di rischi come flash ai collettori) e risultano anche poco comodi per gli utenti, da sempre abituati, ad esempio, ad avere molti posti a sedere (e poche porte), mentre con questi treni si ha il contrario.

Ulteriore precisazione sui treni serie 500.

Non erano affatto treni obsoleti, in quanto avevano, tra l'altro, gli stessi carrelli (ottimi) delle motrici serie MB 100 della linea B (ottimi treni, tra l'altro), ma con motori leggermente diversi e, soprattutto, con un rapporto di trasmissione più lungo, quindi adatto alla Lido, come lo erano pure in termini di arredamento interno, numero delle porte, ecc.


L'equipaggiamento di trazione e frenatura di questi treni, ottimo e affidabile, era stato studiato appositamente anche e soprattutto per l'esercizio su tratta suburbana, come appunto la Lido.

Si potevano a mio avviso benissimo tenere ed ammodernare, con alcuni ammodernamenti applicabili in sede di revisione generale, montando ad esempio un equipaggiamento di trazione e frenatura di tipo statico full-chopper (come le MB), quindi non dissipativo (come fatto su alcune motrici serie MA 100), climatizzandole e valutando anche la possibilità di renderle intercomunicanti (si trattava infatti di veri e propri elettrotreni, a sei casse su dodici carrelli, dei quali otto motori e quattro portanti, in composizione fissa Mp-Mi-R-R-Mi-Mp). Ma qualche "solone" ha avuto, come sappiamo, la "MAMania..." e quindi...

In ogni caso, va detto che sono stati fatti diversi interventi di varia natura per aumentare l'affidabilità di questi treni, anche in collaborazione col costruttore.

Purtroppo questo non è bastato; come ho già detto, si trattò quasi di treni-prototipo per quegli anni, ed in pratica si può dire che è stato fatto lo stesso errore che fecero le FS, alla fine degli anni settanta, con le prime locomotive elettroniche gruppi E.632-633: furono ordinate le unità di serie prima di sperimentare adeguatamente i cinque prototipi del 1979, ed i risultati in termini di affidabilità furono, per molti anni, disastrosi, tanto che le FS si videro costrette ad ordinare un'ulteriore serie di locomotive non elettroniche e, concettualmente, già superate ma di gran lunga più affidabili (le E.656 serie 551-608).

Solo dopo diversi anni, grazie ad un intenso lavoro svolto, finalmente quelle locomotive divennero via via più affidabili, tanto che da esse nacquero, alla fine degli anni ottanta, le locomotive gruppo E.652, finalmente affidabilissime e molto valide e versatili, tuttora in servizio presso Mercitalia per convogli merci.



Vuoi muoverti meglio con il trasporto pubblico a Roma?
Rimani informato con il nostro canale Telegram
Roma Trasporti News






Posta un commento

4 Commenti

Anonimo ha detto…
A proposito di rotabili e di servizi della Roma-Lido: lo sapevate che le MA.100 fecero servizio sulla ferrovia anche quando erano nuove, negli anni ottanta? Ecco il link ad una foto:

http://www.photorail.it/oldies/WHardmeier/MA001a%20copia.jpg

Espletarono servizio pure come rapidi Termini-Lido, con tanto di supplemento! Fino al 1986, quando furono soppressi questi servizi a causa della preparazione alla modifica della sagoma della metro B, una volta analoga a quella della Lido.

E lo sapevate che una volta svolgeva pure traffico merci anche con i carri FS, almeno fino agli anni ottanta? Ecco la foto di un treno merci con locomotore della Lido e carri FS:

http://www.photorail.it/oldies/WHardmeier/E06a%20copia.jpg
Anonimo ha detto…
Ah, dimenticavo un'altra importante nota storica. Il locomotore di cui qui allego un link ad una sua foto, il n. 09, costruito nel 1934, fu in pratica il primo locomotore elettrico italiano dotato di telecomando integrale navetta. Fu progettato dal direttore di esercizio dell'epoca, ing. Giovanni Sirletti, con il capo servizio trazione, il p.i. Andrea Buranelli, proprio in vista dell'esercizio a navetta, ciè con treno spinto in un senso e locomotore impresenziato in coda, titalmente telecomandato dalla carrozza sita all'estremità opposta (carrozza pilota). Questa pratica di esercizio, inaugurata nel 1949 previa modifica dei restanti otto locomotori (01-08) in origine non telecomandabili, vide la ferrovia Roma-Lido all'avanguardia in Italia: le FS, infatti, arrivarono ad adottare questa pratica di esercizio molto più tardi, nel 1965, con la consegna delle carrozze vicinali a piano ribassato e modifica dei locomotori gruppo E.646.
Ecco un link ad una foto del locomotore 09, che fu poi ammodernato nel 1952 dotandolo di cassa aerodinamica, nonchè revisionato nel 1990 e ridipinto in bianco e bleu. Fu poi accantonato verso il 1995.

http://www.photorail.it/oldies/WHardmeier/E09c%20copia.jpg

Questo per sottolineare la differenza tra ieri ed oggi: ieri i dirigenti erano in grado di progettare loro stessi i mezzi più adatti all'esercizio sulla ferrovia da essi diretta; oggi, si riciclano da altre linee mezzi poco adatti all'esercizio (togliendoli alle linee per le quali erano previsti, come la A e la B, privandole dunque a loro volta di treni disponibili), come ampiamente detto dianzi. Lascio a voi le opportune considerazioni.
Anonimo ha detto…
Inoltre, forse non tutti sanno che i treni serie MA.100, ossia quelli dismessi sulla metro A ed utilizzati per un po' di tempo sulla Lido come Frecce del Mare, anche se obiettivamente inadatte alla Lido, erano comunque veicoli ancora molto validi. Tanto è vero che alcune di esse furono acquistate a Napoli ed utilizzate, previa revisione generale, sulla ferrovia metropolitana Alifana Bassa Napoli-Aversa, dove circolano tutt'ora. Ecco un link al riguardo:

https://it.wikipedia.org/wiki/Elettromotrici_ACOTRAL_MA_100

Anonimo ha detto…
Infine, sempre a proposito dei treni serie MA.100, forse non tutti sanno che alcuni di questi furono, negli anni duemila, totalmente revisionati ed ammodernati presso le Officine Grandi Revisioni di Verona Porta Vescovo delle FS. Detti lavori consistettero anche nell'ammodernamento del circuito di trazione, sostituendo l'originale reostatico con uno più moderno elettronico, di tipo "full-chopper". Le motrici, in questo modo, migliorarono sensibilmente le loro prestazioni, consentendo anche consistenti risparmi energetici (ma poi, anni dopo, si è deciso di accantonarle tutte, tranne quelle passate a Napoli...). Ecco il link ad una immagine che ritrae una di queste motrici su una autostrada nel Veneto, fresca di revisione e presumibilmente in fase di rientro a Roma:

http://www.photorail.it/phr3-gli%20updates/images/5fotomese/gen2005-motriceMA-141204autostrada.jpg