Atac: avviata la progettazione della rimessa per l'idrogeno

Roma Capitale ha affidato al dipartimento DIMA de La Sapienzail compito di progettare gli elettrolizzatori che produrranno l’idrogeno per ibus.

04 luglio 2024 12:00
Atac: avviata la progettazione della rimessa per l'idrogeno -
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Prosegue la lunga corsa di Atac verso l’elettrico. Dopo l’aggiudicazione della gara per l’attrezzaggio delle rimesse di Portonaccio, Tor Sapienza,Trastevere e Grottarossa con gli impianti di ricarica elettrica, ilDipartimento Mobilità Sostenibile e Trasporti di Roma Capitale ha affidato alDipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale de La Sapienza – Universitàdi Roma il compito di progettare l’impianto di produzione e stoccaggio dell’idrogenoper i nuovi bus a combustibili alternativi.

Il progetto dei bus a idrogeno è stato finanziato già nel2023 all’interno del Piano Operativo di Roma Capitale del Programma Nazionale Metro Plus (PNMetro+) e Città Medie Sud 2021-2027, con fondi dall’UnioneEuropea.

Roma ha ricevuto, in particolare, 6 milioni di euro per larealizzazione di un’infrastruttura (elettrolizzatore) per la produzione,stoccaggio e erogazione dell’idrogeno per veicoli del trasporto pubblicolocale. La Giunta ha successivamente individuato la rimessa di Acilia qualeluogo idoneo dove procedere con la sperimentazione.

In una prima fase l’impianto consentirà la produzione di 560kg/giorno di gas utile per alimentare fino a 30 autobus. La potenza installata dell’impiantosarà pari a 1,5 MW, ottenuti mediante fonti rinnovabili. L’acquisto degliautobus avverrà a cura di Roma Capitale con al 19,5 €mln da ricercare nellepieghe del bilancio. Sarà necessario anche un ulteriore investimento di 2 €mlnper adeguare le infrastrutture di manutenzione della rimessa alla tecnologiaidrogeno.

Successivamente, se la sperimentazione dovesse avere esito positivo,l’impianto di produzione di idrogeno dovrà aumentare la propria potenza fino a5 MW, per una resa di 1.800 kg di gas al giorno e un parco totale di 113 mezzi.

 

LE DIFFERENZE TRA UN BUS A IDROGENO E UNO ELETTRICO

Sotto un profilo prettamente tecnico un bus a idrogeno è atutti gli effetti un autobus elettrico: la differenza non sta, infatti, nellatrazione del veicolo, quanto dalla fonte di energia che viene sfruttata per laproduzione della corrente elettrica.

Nei bus elettrici il “serbatoio” è rappresentato dai pacchibatterie che vengono caricati o in linea o in deposito a seconda delle esigenzedi produzione del servizio rispetto alla capacità delle batterie stesse. Nellaprima fase i 411 bus elettrici acquistati da Atac saranno caricati in deposito,ma i mezzi avranno già la predisposizione del pantografo per essere ricaricatipresso i futuri capolinea che saranno attrezzati con le piazzole di ricarica. Comunquesia, per i bus elettrici a batteria la produzione dell’energia avviene pressole centrali elettriche.

Per quanto riguarda i bus a idrogeno, invece, la produzionedell’energia elettrica avviene a bordo della vettura stessa. Dall’impiantoelettrolizzatore l’acqua viene scissa nelle sue componenti base, idrogeno eossigeno: tale processo è detto elettrolisi. L’ossigeno viene rilasciano nell’ariamentre l’idrogeno viene stoccato in appositi silos a tenuta stagna. Successivamente, dai silos i bus “fanno il pieno” delle bombole di idrogeno.

Permettere in moto il bus, l’idrogeno viene incanalato verso delle celle, dovereagisce con l’ossigeno contenuto nell’aria nel processo di elettrolisi inversa, producendo energia elettrica e vapore acqueo. L’energia elettrica alimenta,perciò, il motore mentre l’unico prodotto di scarto è qualche grammo di acqua.

Rispetto ai tradizionali bus elettrici che sono equipaggiaticon batterie piuttosto pesanti, i mezzi a idrogeno sono dotati solo disupercapacitori di modeste dimensioni e peso, in quanto è il bus stesso aprodurre l’energia elettrica di cui ha bisogno. Si ha pertanto il vantaggio dimezzi più leggeri e performanti, senza necessità di installare grandi potenzeelettriche nel deposito.

Di contro i processi di elettrolisi e elettrolisi inversa,necessari rispettivamente per la produzione dell’idrogeno in deposito e dienergia elettrica a bordo del bus, avvengono attualmente grazie a celle specificatamenteprogettate, dal costo estremamente elevato (sono richiesti per la costruzionedelle celle di elettrolisi materiali molto rari come il platino) che, pertanto,sono difficilmente reperibili sul mercato ad un prezzo accessibile.

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