Quello che Moovit non dice (e la Sindaca mistifica)

Quello che Moovit non dice (e la Sindaca mistifica)



Scrive la Raggi: “Passo dopo passo stiamo dando ai cittadini un trasporto pubblico migliore. Dal 2016 a oggi il tempo medio di attesa alle fermate dei mezzi pubblici nella nostra città è sceso da 20 a 16 minuti: il 20% in meno. Lo dice l’ultimo report annuale della piattaforma sulla mobilità di Moovit”.


Cosa c’è di vero in questo discorsetto? Quasi NULLA.


La Sindaca fa riferimento ad un report appena pubblicato da Moovit e relativo al tempo medio di attesa ad una fermata nel 2019.

Il precedente report risale al 2016. Curiosamente questo report è stato rimosso e non è più disponibile sul sito di Moovit, ma per loro sfortuna lo abbiamo recuperato dalla web cache.

Confrontiamo i dati 2016 con quelli del 2019, e notiamo subito una “stranezza”: in soli 3 anni tutte le città avrebbero mirabilmente migliorato il trasporto pubblico, abbattendo i tempi di attesa dei mezzi.




A questo punto ci sorge un dubbio. Andiamo a verificare le statistiche mondiali, e troviamo gli stessi risultati. Prendiamo un caso in particolare.

Istanbul, capitale della Turchia. Oltre 20 Milioni di abitanti, su una superficie di 5.343 Kmq. Una vera e propria megalopoli. 

Secondo Moovit i tempi di attesa di un mezzo pubblico si sono ridotti dai 19 minuti del 2016 ai 13,4 minuti del 2019. In soli 3 anni ad Istanbul i tempi MEDI di attesa si sarebbero abbattuti di quasi 6 minuti, e i trasporti pubblici sarebbero migliorati di quasi il 30%. 

Un risultato  I-N-C-R-E-D-I-B-I-L-E.

Anche Londra non scherza, in soli 3 anni i tempi MEDI di attesa alla fermata sono passati da 13 a 9,82 minuti, con un miglioramento del 24,5%. Per non parlare di Singapore (5,5 Milioni di abitanti) che migliora del 29,7%, passando dai 12 minuti del 2016 agli 8,44 minuti del 2019.



Passiamo adesso ai dati REALI e UFFICIALI pubblicati da ATAC. 

Il servizio dal 2016 al 2019 è CROLLATO. Nemmeno con i “400 autobus nuovi” è riuscito a tornare sopra il 90%.


Dunque il servizio non è assolutamente migliorato (come sappiamo benissimo). 

La statistica di Moovit dice semplicemente che chi usa le app organizza meglio il proprio tragitto: sceglie la linea che arriva prima (magari su fermate vicine ma diverse), va in fermata quando sta per passare il bus, etc., ed evidentemente in 3 anni gli utilizzatori, oltre ad essere aumentati, hanno imparato a farne un uso migliore.

(Esempio pratico: un  turista deve andare dall’Ambasciata USA a Campo de Fiori. Ha 2 scelte:
  • Bus da Via Bissolati ogni 9min che impiega 17 minuti. Magari l’app dice che il bus è in ritardo e arriva tra 10 min. Totale 10+17= 27min.
  • Bus in Via Veneto ogni 8min che impiega 21 minuti. Magari l’app dice che sta arrivando tra 2min. Totale 21+2= 23 min, e quindi il turista sceglie questa ipotesi, aspettando meno in fermata.


 Di Mercurio Viaggiatore uno che mal sopporta la falsa manipolazione dei dati, per cui li analizza e li presenta in modo semplice e chiaro, spesso mostrando che il re è nudo. Per informazioni o segnalazioni mercurio@odisseaquotidiana.com

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1 Commenti

Anonimo ha detto…
Va comunque ricordato che il concetto base è che i tempi di attesa debbono basarsi fondamentalmente sulla domanda di trasporto esistente su una certa linea. Sulla base di questo occorrerebbe, ad esempio, una frequenza di passaggi elevata sulle linee ad alta domanda e più bassa su quelle a domanda inferiore; inoltre, sempre sulla domanda esistente su una certa direttrice va calcolato il tipo di mezzo da impiegare (autobus corto, medio lungo, autosnodato, tram ,metropolitana, ecc.), in modo tale che ciascun veicolo sia pieno al massimo al 70 per cento della sua effettiva capacità di trasporto (così la si calcola a Milano, per esempio), per non creare sovraffollamenti dei veicoli. Occorre inoltre che la gestione di certe linee a bassa domanda, specialmente periferiche, sia ad orario e non a frequenza, o addirittura a "chiamata". A parte tutte queste considerazioni, va altresì detto che qui a Roma c'è l'errata convinzione che per migliorare il trasporto pubblico basta "comprare mezzi nuovi", ma non è così. Innanzitutto occorre, a monte, un apparato manutentivo in grado di tenere efficienti tutti i veicoli per tutto il tempo che presteranno servizio; ma, soprattutto, occorre ben altro a monte di tutto questo. Servono una rete di trasporti logica e razionale, meno basata sulla gomma e più sul ferro (e qui torniamo al discorso iniziale del mio intervento), nonchè un'azienda di gestione seria ed efficiente, che non sia un carrozzone politico puramente dedito ad assorbire disoccupazione, ma che abbia dei criteri di gestione almeno un minimo industriali: per essere tale, necessita di dirigenti competenti e qualificati e di personale ben selezionato ed altrettanto ben formato e motivato. Se tutto questo non esiste e non si lavora per crearlo progressivamente, non esiste nessuna speranza di miglioramento del servizio.