A spasso per Roma... in autobus - Una passeggiata per l'Eur


Foto di TreninoBlu


Da sempre il quartiere Eur è stato un luogo ideale per ambientare i film poiché si respira un'atmosfera artificiale come se si fosse su un set cinematografico. Un'atmosfera che dona al luogo un'aura laica, un alone metafisico molto diverso dal centro di Roma.



L'architettura razionalista dell'Eur non rileva alcuna caoticità, la modernità convive con i segni di un passato eternamente presente, la sua metafisica è tutta hic et nunc: è l'essenza del sogno folle interrotto, come disse Fellini. 

Il sogno della grande Esposizione Universale del '42 che non si avverò mai, ma che ancora s’insinua nelle crepe, impregna i muri e avvolge i monumenti del quartiere.

Come arrivare
Da Termini: Metro B (direzione Laurentina) per 9 fermate, fino alla fermata Eur Palasport, da li poco puoi scegliere da quale parte cominciare
La visione della vita che si rispecchia sui marmi dell'Eur è quella di una realtà ordinata, classica nella sua distribuzione organica degli spazi, ma sospesa nel tempo. 

Tant'è che lo stesso Fellini definì il quartiere una leggerezza metafisica come se fosse una tela di De Chirico.

Il nostro itinerario prende ispirazione dal libro Eur è cinema di Laura Delli Colli e ripropone il connubio tra l'Eur e il cinema. 


Visiteremo i luoghi che hanno fatto la storia del cinema (e non solo): inizieremo dal Laghetto artificiale per terminare al Colosseo Quadrato.

Laghetto dell’Eur

Il nostro itinerario inizia nei pressi del Laghetto dell’Eur, dove è stata girata una sequenza del film L'ultimo bacio di Gabriele Muccino.

È qui che, di notte, si incontrano Carlo (Stefano Accorsi) e i suoi amici: in piedi sulla cascata che scende dal colle del Palazzo dello Sport brindano al loro futuro, cercando di respingere tutte le paure legate ad una vita diversa da quella che avevano sognato.

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Il laghetto dell'Eur è un bacino artificiale che doveva essere realizzato per l'Esposizione Universale del 1942, ma fu realizzato solo in occasione dei Giochi Olimpici del 1960.

Inoltre, fa parte del Parco Centrale dell'Eur, progettato dall'architetto Raffaele De Vico, e ospita una ricchissima varietà di piante: in particolare, lungo la passeggiata del Giappone si possono ammirare i magnifici ciliegi donati dalla città di Tokyo.

Santissimi San Pietro e Paolo

Percorriamo via Cristoforo Colombo, giriamo a destra in Viale Europa e ci dirigiamo verso la Basilica dei Santi Pietro e Paolo, davanti alla cui scalinata chiedono l'elemosina i due medicanti dell'episodio I due orfanelli del film I mostri di Dino Risi. Ricordiamo il medicante, interpretato da Vittorio Gassman, che sfrutta così la cecità del suo compare tanto da rifiutare l'aiuto di un famoso chirurgooftalmico, disposto a ridare la vista al suo amico.

La basilica dei Santi Pietro e Paolo si innalza nel punto più elevato dell'Eur, nel punto in cui si ritiene sorgesse un oratorio dell'Arciconfraternita dei Pellegrini, consacrato ai due apostoli.  La chiesa è stata concepita a croce greca ed è costituita da un cubo centrale e da una cupola emisferica con un diametro di 32 metri. All'esterno, le grandi statue raffiguranti i Santi patroni di Roma Pietro e Paolo dominano la scala monumentale che unisce il piazzale della chiesa al sottostante viale Europa.
All'interno della chiesa, troviamo al centro dell'altare la figura di Cristo trionfatore. 

A sinistra, nella cappella dedicata all'Immacolata Concezione, è presente un mosaico raffigurante la Madonna con il bambino. A destra, invece, si trova la cappella di San Francesco dove è collocata una pala in mosaico che presenta il Santo di Assisi insieme ad alcuni santi francescani.

Archivio Centrale dello Stato

Lasciandoci il Laghetto alle spalle, giriamo a destra e percorriamo Viale Europa fino all'Archivio Centrale dello Stato. Qui Nanni Moretti ha girato la sequenza finale del film Il Caimano: il processo e la condanna del "Caimano".

A sentenza annunciata, fuori da Palazzo di Giustizia (che, in realtà, è l'Archivio Centrale dello Stato) si scatena la bagarre: una lite accesa fra i sostenitori e i detrattori del caimano, con lancio di bombe Molotov contro i giudici e le avvisaglie di una rivolta popolare.

La sede dell'Archivio Centrale dello Stato (ACS) è un edificio progettato dagli architetti Mario De Renzi, Luigi Figini e Gino Pollini e, in origine, fu destinato a sede della Mostra delle Forze armate e poi della Mostra dell'autarchia, del corporativismo e della previdenza sociale. I lavori di costruzione iniziarono nel settembre 1939, ma terminarono solo negli anni Cinquanta e l'edificio fu adattato alla nuova destinazione d'uso: la sede dell'Archivio Centrale dello Stato.

La ristrutturazione, avvenuta negli anni Novanta, ha creato nuovi spazi destinati al pubblico, progettati da Giulio Savio: atrio d'ingresso, sala di studio, biblioteca, sala convegni. Nei nuovi ambienti si trovano opere pittoriche e scultoree di artisti contemporanei quali Angelo Cucciarelli, Piero Dorazio, Carlo Lorenzetti, Paolo Pasticci. Il patrimonio dell'Archivio attualmente consiste di circa 700.000 pezzi e include:

  • la documentazione prodotta dagli organi centrali dello Stato (l'originale della Costituzione della Repubblica italiana e gli originali delle leggi e dei decreti dello Stato)
  • gli archivi ricevuti da enti pubblici di rilievo nazionale; 
  • gli archivi ricevuti da privati a seguito di donazione o acquisto.
Museo della Civiltà romana

Oltrepassato l'Archivio, proseguiamo lungo la Via dell'Arte fino ad imbatterci nel Museo della Civiltà Romana.

Davanti al museo e e al suo bellissimo porticato, sono state girate diverse scene della fortunatissima serie tv sulla Banda della Magliana, Romanzo Criminale, tra cui l'episodio della ricerca del Nero. 

Dopo l'arresto del Freddo, accusato ingiustamente di aver compiuto una rapina al Banco di Santo Spirito, la banda si mette immediatamente alla ricerca del vero autore della rapina. Il Libanese viene a sapere che il rapinatore proviene dall'ambiente dei fascisti dell'EUR, assieme al Bufalo, a Sergio Buffoni e a Fierolocchio, si reca al ritrovo dei ragazzi fascisti: il porticato del Museo della Civiltà Romana. I membri della banda costringono uno dei fascisti a confessare la verità e scoprono che il responsabile della rapina è, in realtà, il Nero.

L'edificio che ospita il museo fu progettato dagli architetti Aschieri, Bernardini, Pascoletti e Peressutti, vincitori di uno dei concorsi banditi per la costruzione degli edifici più rilevanti dell'Esposizione Universale di Roma nel 1942. Il complesso architettonico si articola in due corpi paralleli e in un porticato a colonne di travertino, che  fa da sfondo scenografico alla piazza creata e circoscritta dalle strutture medesime. Lateralmente alla piazza, si aprono due monumentali ingressi che interrompono la compatta massa muraria, costituita da immensi blocchi di tufo sormontati da una cornice di travertino.

Il Museo della Civiltà Romana testimonia i vari aspetti della cultura romana, compresi gli usi e i costumi, attraverso gli oggetti e gli utensili si di uso quotidiano. Gli oggetti esposti sono perlopiù riproduzioni: calchi di statue, busti, iscrizioni, bassorilievi, parti di edifici di dimensioni in scala, plastici che ricostruiscono monumenti e complessi architettonici di Roma e delle provincie dell’Impero Romano come, per esempio, il modello di Roma Imperiale progettato e costruito da Gismondi nel 1937. Il Museo si trova nello stesso edificio che ospita il Planetario.

Palazzo dei Congressi

Proseguendo su Viale dell'Arte, giriamo su Viale della Letteratura e arriviamo al Palazzo dei Congressi.

Ne La Dolce Vita, l’Eur è il quartiere in cui abitano Marcello (Marcello Mastroianni) e la sua fidanzata Emma (Yvonne Furneaux), perennemente gelosa per le abitudini da donnaiolo del suo uomo. Quando Emma tenta il suicidio, Marcello la porta in un ospedale dall’architettura futuribile, che altro non è che il Palazzo dei Congressi.

Il Palazzo dei Congressi, progettato dall’architetto Adalberto Libera, è uno degli edifici più interessanti dell'Eur: il suo aspetto è nobile ed elegante, in cui linee moderne convivono con uno stile classico ed è considerato uno straordinario esempio di architettura razionalista.

Oggi ospita convegni, mostre e conferenze.

L'Obelisco

Poco distante dal Palazzo dei Congressi, tornando verso il Laghetto, c'è Piazza Guglielmo Marconi.

Nell'area attorno all'Obelisco si tengono periodicamente le corse clandestine a cui partecipa il protagonista del film di Daniele Vicari, Velocità massima.

In occasione dei Giochi Olimpici di Roma (1960), una struttura di 45 metri d'altezza venne eretta nel centro del quartiere EUR: l'obelisco dedicato a Guglielmo Marconi, realizzato da Arturo Dazzi.

La stele realizzata in cemento armato è ricoperta da marmo di Carrara con sovrapposti 92 pannelli ad altorilievi che raffigurano le imprese di Marconi.

Inoltre, nella stessa piazza Guglielmo Marconi, sono presenti il Museo Pigorini e il Museo dell'Alto Medioevo.

Il Museo Pigorini è il museo etnografico di Roma

La struttura appartiene al razionalismo italiano: infatti, è caratterizzato dalle tipiche linee rettangolari e squadrate. Il museo è formato da due parti distinte: la sezione etnografica e la sezione preistorica. Nella sezione etnografica si conservano materiali che documentano l'esistenza di culture di tutti i continenti; nella parte preistorica sono conservati reperti del Lazio preistorico.

Il Museo Nazionale dell'Alto Medioevo è stato inaugurato nel 1967 con lo scopo di preservare a Roma l'arte e le testimonianze della cultura del periodo Medioevale. Le opere esposte vanno dal IV al XIV secolo e provengono per la maggior parte da Roma e dall’Italia centrale. Inoltre, vi è esposta la straordinaria decorazione in opus sectile (intarsio di marmi colorati), che ornava la sala di rappresentanza di una domus monumentale di Ostia.

Il Colosseo Quadrato

Dopo aver visitato la Chiesa di S. Pietro e Paolo, proseguiamo per viale Tupini, svoltiamo prima per Viale dell'Astronomia, poi per viale Pasteur e camminiamo fino a viale della Civiltà del Lavoro.

Il nostro tour si chiude proprio al Colosseo Quadrato.


Nell'episodio felliniano di Boccaccio 70, il Palazzo della Civiltà Italiana fa da sfondo all'onirico giro per l'Eur di Anita Ekberg.

Nel film Le tentazioni del dottor Antonio, Antonio (Peppino de Filippo), professore borghese e moralista, è molto tormentato da un osceno manifesto pubblicitario, che ritrae una provocante Anita Ekberg e reclamizza le qualità nutritive del latte. Una notte, Antonio si sveglia di colpo, va a controllare il manifesto e con sorpresa scopre che l’immagine della donna ha abbandonato la pubblicità. Antonio, insospettito, s’aggira tra i viali fino a quando la donna del poster, in dimensioni gigantesche, gli compare davanti proprio sulla scalinata del Colosseo Quadrato.

Terrorizzato, Antonio, cerca di scappare ma Anitona lo insegue per tutto il viale della Civiltà del Lavoro, fino al Palazzo dei Congressi.

Le tentazioni sono un ritratto urbano, una parabola allegorica che Fellini fa della Roma della civiltà dei consumi: una Roma sospesa, resa surreale dall'architettura a-naturalistica del Palazzo della Civiltà del Lavoro.

Il palazzo della Civiltà del Lavoro

Il Palazzo della Civiltà del Lavoro,  soprannominato dai romani "la  groviera", venne realizzato a seguito di un concorso pubblico. La giuria presieduta da Marcello Piacentini scelse il progetto degli architetti Giovanni Guerrini, Ernesto La Padula e Mario Romano che celebrarono il motivo dell'arco rappresentativo della civiltà romana, ripetendolo per ben 216 volte lungo i quattro lati della struttura.

Ai lati delle due scale sono collocati quattro gruppi scultorei di Publio Morbiducci raffiguranti i Dioscuri. Le 28 statue alloggiate sotto le arcate del primo ordine rappresentano "arti e attività umane".

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