Metro B: si viaggia a passo di lumaca, servono investimenti sull'infrastruttura

L’allarme dall’associazione Trasportiamo: “serve un pianoMarshall”.

18 giugno 2025 09:00
Metro B: si viaggia a passo di lumaca, servono investimenti sull'infrastruttura -
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Dopo l’interruzione per ben 5 ore nel torrido week-end delPride, che ha mandato in tilt la città, l’associazione Trasportiamo torna a denunciare la disastrosa situazione degli impianti della linea B della metropolitana.

Sulla linea blu, infatti, è stato attivato unpesantissimo rallentamento a passo d’uomo (6 km/h) nella tratta di 500 metri daCastro Pretorio a Policlinico, dove si trovano i binari d’inversione. Servizio rallentatoanche nella direzione opposta, a 20 km/h, a causa del degrado dei binari ormaigiunti ampiamente a fine vita tecnica.

Il bollettino dei rallentamenti è la fotografia plasticadella situazione. Se ne contano attualmente tredici, tra cronici e nuovi: uno a65 km/h tra Palasport e Magliana; sette a 30 km/h, inclusi arrivo e partenzadalla stazione Conca d’Oro, sulla diramazione B1; e due a 15 km/h, suitronchini di Rebibbia e da Eur Fermi a Laurentina. Poi c’è il nodo di Castro,con ben tre rallentamenti, concentrati in pochi metri. Una debacle. Il piùpesante quello verso Policlinico, come già anticipato, dove si viaggia a soli 6km/h, in pratica a passo d’uomo. L’altro, ormai storico, è la prescrizione a 20km/h sul binario dispari, in direzione Laurentina, con rallentamento intransito sullo scambio immediatamente prima dell’ingresso di Castro e lungotutta la sua banchina. Il terzo, infine, è un’altra new entry, e riguarda lavelocità dei treni in manovra su quello stesso deviatoio, portata anch’essa a 6km/h.

Denuncia Trasportiamo, che segnala la necessità di un vero eproprio piano Marshall per la seconda metropolitana, alla stregua di quantofatto di recente sulla linea A. 

Rispetto alla metro A, infatti, la linea B ha attraversato una crisi ben più profonda e strutturale: la mancanza dei treni ha costretto nel 2022 a ridurre le corse con soli 13 convogli e se il servizio è sopravvissuto fino ad ora è stato per merito della caparbietà delle maestranze dell'Atac.

Ma la manutenzione dei treni e l'acquisto dei nuovi convogli da soli non bastano. È necessario un profondo restyling dell'infrastruttura, in larga parte risalente agli anni '90. Un piano che, per portata degli investimenti e responsabilità, deve essere finanziato da una scelta politica nel bilancio comunale.

È di esempio, a tal proposito, l’interruzione dello scorso14 giugno a causa dell’azionamento indebito di un pulsante d’emergenza: parliamosistemi tecnologici obsoleti che hanno costretto i tecnici Atac a cercare per 5ore il punto dove forzare la riattivazione dell’alimentazione elettrica.



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