Tramvie del passato: 60 anni fa l’ultimo viaggio ai Castelli Romani

La prima rete tramviaria interurbana soppressa a Roma fuproprio quella per i Castelli. 60 anni dall’ultimo viaggio per Genzano.

07 gennaio 2025 15:00
Tramvie del passato: 60 anni fa l’ultimo viaggio ai Castelli Romani -
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Il 3 gennaio 1965 partiva, a mezzanotte, l’ultima corsa extraurbanadella tramvia dei Castelli Romani, da Roma fino a Genzano.

Sebbene all’inizio degli anni ’50 la rete dei Castelliavesse ripreso quasi integralmente il servizio, al netto della diramazione per Lanuviodefinitivamente soppiantata da bus, la motorizzazione di massa ben prestoavrebbe mangiato i binari di una delle reti interurbane più apprezzate dellaCapitale.

I primi furono i sindaci dei comuni di Velletri, Frascati eAlbano, secondo cui i tram intralciavano la libera circolazione del trafficoprivato. Un sentimento che ben presto contagiò tutti gli amministratori locali,soprattutto quelli serviti dalle linee delle Ferrovie dello Stato, piùperformanti e separate dal resto della sede stradale.

Il 4 agosto 1954 avvennero i primi tagli sostanziali, con lasospensione delle tratte Genzano-Velletri e Grottaferrata-Frascati. Chiuseanche metà della linea intercastellare, l’asse che congiungeva l’asse Tuscolanoda Grottaferrata all’asse Appio in località Albano, con l’interruzione dellatratta Albano-Castel Gandolfo-Marino.

Ad aggravare la situazione, il 5 gennaio 1956, fu ungrave incidente a Marino con uno svio di un tram alla curva di via Fratta. L'incidenteprovocò 2 morti e 17 feriti, contribuendo alla narrazione distorta dell’insicuro“vecchio e sferragliante” tram.

Nel 1958, con l’approvazione del progetto della linea Adella metropolitana, si decise la progressiva completa eliminazione dellatramvia dei Castelli, sia per i restanti tronchi extraurbani, sia per la trattaurbana che sarebbe stata in totale sovrapposizione alla metropolitana da San Giovannia Cinecittà.

Il 5 dicembre 1962 terminò l'esercizio tramviario sullarestante tratta della linea intercastellare, bivio Squarciarelli-Marino e sullaintera linea da Cinecittà a Valle Vergine. Un mese dopo, in conseguenza dellasoppressione della tramvia, la funicolare di Rocca di Papa cessòdefinitivamente il servizio.

L'ultima porzione della rete extraurbana, laCapannelle-Genzano, rimase in esercizio per altri tre anni circa. Nel gennaiodel 1964 il crollo del viadotto della Catena, subito dopo Ariccia, tagliò lalinea, imponendo la limitazione del servizio a Galloro. La stampa dell'epoca,nel riferire dell'evento, già annunciava per definitiva chiusura della tramviaalmeno nel tratto successivo al viadotto crollato: il tram, tuttavia, ebbe unabreve rivincita. Il binario fu infatti ricostruito dagli operai della STEFER,con i tram che tornarono a Genzano dal 14 ottobre.

Si tratterà di un miracolo della durata di soli tre mesi,visto che il 3 gennaio 1965, a mezzanotte, l'ultima corsa in partenza da Romaper Genzano concluse il ciclo del tram dei Castelli.

Successivamente il servizio urbano Termini-Cinecittà e larelativa diramazione per l’ippodromo delle Capannelle continueranno per altri 15anni ad accompagnare i cittadini romani, anche a causa dell’esasperantelentezza dei lavori della metropolitana. La Termini-Capannelle chiusel’esercizio il 30 giugno 1978, mentre il 15 febbraio 1980 scoccò l’ultima oraper la Termini-Cinecittà che il giorno dopo fu sostituita dalla nuovametropolitana.

L’addio alla tramvia, tuttavia, non ha segnato unmiglioramento per la vita dei romani e dei pendolari locali e regionali, anzi.A 60 anni di distanza l’Appia e la Tuscolana, la cui sede tramviaria è statatrasformata in un parcheggio a cielo aperto sono tra le vie più invivibilidella nostra Capitale: nonostante la presenza della metropolitana, per stradaogni giorno un mare di lamiere entra ed esce dalla nostra città, a tangibiletestimonianza che il vituperato tram sarebbe stato ancora enormemente utile.

Medesimo discorso vale per le tratte extraurbane, oggisostituite dai bus del Cotral. A tal proposito, dopo più di mezzo secolo tra mille difficoltà e vagiti, forse rivedrà luce la funicolare di Rocca di Papa:peccato che ad aspettare i viaggiatori non ci sarà più il tram.

Ringraziamo per questo approfondimento tramroma.eu,mirabile opera dell’ing. Vittorio Formigari il cui impegno prosegue ancora ogginella persona di Mauro Di Pietrantonio, senza i quali questo approfondimento nonsarebbe stato possibile.


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