Metrotramvia G: un progetto imperfetto e l’incognita EXPO 2030

Gli elaborati consultabili sul progetto della nuova Metrotramvia G, che dovrà collegare la stazione Termini con l’area di Tor Vergata percorrendo la v

08 febbraio 2023 20:00
Metrotramvia G: un progetto imperfetto e l’incognita EXPO 2030 -
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Gli elaborati consultabili sul progetto della nuova MetrotramviaG, che dovrà collegare la stazione Termini con l’area di Tor Vergata percorrendola via Casilina, mettono in luce molte criticità aggravate anche daun’ulteriore incognita: EXPO 2030.

Dopo la pubblicazione del bando di gara per la progettazione definitiva di tre nuove tramvie,compresa la Termini-Giardinetti-Tor Vergata, abbiamo deciso di condurre un’analisiapprofondita della documentazione tecnica pubblicata. L’ultima versioneconsultabile del progetto è datata marzo 2022.

Ciò che emerge - almeno dal nostro punto di vista - non èrassicurante: si rischia di realizzare un’opera che non sarà efficiente nétantomeno molto attrattiva per l’utenza, come era invece il progetto originariodel 2018.

 

L’OPERA IN PILLOLE

La Metrotramvia G è una linea già finanziata con 213,8milioni di euro ai sensi del DM 235/2020 che prevede la riconversione dellaferrovia esistente Laziali-Giardinetti (ad oggi limitata a Centocelle) in tramviae la realizzazione di due prolungamenti: Laziali-Termini e Giardinetti-TorVergata.

Il primo allungamento è strategico per un migliorinterscambio con le metropolitane, la rete di superficie e la stazioneferroviaria di Roma Termini; il secondo è necessario per garantire uncollegamento su ferro all’Università e al Policlinico di Tor Vergata.

L’infrastruttura diventerà totalmente interoperabile con larete tramviaria romana esistente e futura, grazie alla modifica delloscartamento e della potenza di alimentazione della rete aerea della ferroviaesistente.

 

CRITICITÀ: VIA GIOLITTIE PORTA MAGGIORE

Consultando gli elaborati, il progetto è stato modificato inmaniera sostanziale nell’area dell’Esquilino, dove si prevede l’esercizio abinario singolo su via Giolitti, che sarà percorsa esclusivamente dai tram indirezione Termini. Per tornare indietro verrà effettuato un “loop” su viaGioberti, sfruttando al ritorno i binari esistenti su via Napoleone III-viaPrincipe Eugenio-via di Porta Maggiore. Nel nodo di Porta Maggiore, inoltre,non sono previste connessioni con la rete tramviaria esistente.


via Giolitti e stazione Termini
via Giolitti e stazione Termini
via Giolitti e stazione Termini
Porta Maggiore
Porta Maggiore
Porta Maggiore


Questa scelta progettuale nasce dal parere della SoprintendenzaSpeciale di Roma sul progetto, che riportiamo in alcune sue parti salienti:

Il passaggio del treno a pochi centimetri di distanza dalmonumento […] determinava sistematiche sollecitazioni dannose alle strutturemurarie a causa delle vibrazioni […]. La possibilità di transito della tranviain via Giolitti, nel tratto in corrispondenza del tempio di Minerva Medica,presuppone la rimozione dei doppi binari attualmente esistenti […] al fine diprogettare un tracciato a binario unico, che si collochi il più distantepossibile dal monumento […]. Inoltre, sequesta soluzione dovesse ritenersi fattibile, si preannuncia che sarànecessario riqualificare l’intera area […].

La Soprintendenza ha quindi suggerito di posizionare, alposto dei binari presenti dal 1916 su via Giolitti, un binario singolo,lasciando però ai progettisti la valutazione della fattibilità di talealternativa.

Una raccomandazione che, dunque, si sarebbe potuta superare motivandoalla Soprintendenza le necessità trasportistiche e di esercizio che impongonol’uso del doppio binario, anche nei pressi del tempio di Minerva Medica, comunquecollocabile ad una distanza maggiore dal monumento attraverso lapedonalizzazione di via Giolitti.

L’attuale configurazione che separa i binaridi corsa (via Giolitti per Termini, via Napoleone III per Tor Vergata) poneserie criticità sia sulla qualità del servizio (meno capillare), ma anchesull’elasticità di cui la rete ha bisogno: in caso di guasto diventerebbeinevitabile la limitazione del servizio di tutte le linee tramviarie a PortaMaggiore.

Nella precedente configurazione del progetto, invece, attraverso ilmantenimento del doppio binario su via Giolitti e le interconnessioni a PortaMaggiore si disponeva di un duplice asse di arrivo per Termini, utilizzabilecome “back up” in caso di perturbazioni del servizio.

 

CRITICITÀ: CONNESSIONETOGLIATTI

Basandoci anche sugli elaborati di progetto della nuovatramvia Togliatti, per la quale sono state trasmesse pochi giorni fa le nostre osservazioni, abbiamo rilevato che attualmente la connessione con laMetrotramvia G è prevista esclusivamente in direzione nord (Termini-PonteMammolo) ed è funzionale nel progetto solo all’uscita dei mezzi dai depositi diCentocelle est ed ovest.

Tale problematica, già presente nel precedenteprogetto, limita inevitabilmente le potenzialità della creazione di serviziTermini-Cinecittà, Tor Vergata-Cinecittà e Tor Vergata-Prenestina-Termini, previstitra l’altro PUMS della Città Metropolitana di Roma Capitale, recentemente adottato.

 

CRITICITÀ: STAZIONE GIARDINETTI

Con il prolungamento verso Tor Vergata, la stazione diGiardinetti GRA diventerà passante e non più terminale. Il progetto prevedel’abbattimento parziale del corpo di stazione esistente sul lato est perconsentire la prosecuzione dei binari verso il quartiere di Torrenova el’Università di Tor Vergata.

Sulla base delle planimetrie, la nuova conformazione dibinari e scambi permetterebbe solamente l’effettuazione di corse limitateprovenienti da Termini (ossia Termini-Giardinetti, come l’attuale trenino),quando è invece opportuno che possano essere fatte anche corse limitate TorVergata-Giardinetti in caso di guasti. Sarebbe così possibile portare ipendolari almeno alla Metro C.

Non è inoltre riportata, per mero errore materiale, lafermata prevista in corrispondenza della stazione Giardinetti della Metro C.

 

stazione Giardinetti GRA
stazione Giardinetti GRA
stazione Giardinetti GRA

CRITICITÀ: PROLUNGAMENTOA TOR VERGATA

La nuova tramvia, dopo aver superato la stazione esistentedi Giardinetti GRA, correrà in affiancamento alla via Casilina esuccessivamente a via Antonio Ingegnoli. Una volta imboccata via Tenuta diTorrenova, svolta su via di Carcaricola per poi prendere via della Sorbona, viaColumbia e via Cambridge. Il capolinea terminale sarà localizzato alla fine divia Cambridge, a lato dell’incrocio con viale Pietro Gismondi, nei pressi delRettorato.

Un tracciato che di fatto non penetra nel quartiere diTorrenova, limitandosi a transitare ai margini, e dunque non favoriràl’accessibilità del servizio. Al contrario, prevedere il transito all’internodel quartiere rappresenta una fondamentale occasione di riqualificazione per lepiazze e gli assi viari attraversati, oltre ad intercettare un bacino d’utenzaben maggiore: un polo scolastico e un centro anziani, un centro sportivo e lapiscina comunale, la Casa della Salute e, ovviamente, una porzione maggioredell’abitato.

Infine, nell’area dell’Università degli Studi di Tor Vergatasi prevede una sede tramviaria in promiscuo con il traffico privato, nonostantegli ampi spazi a disposizione per realizzare una sede esclusiva.

È necessario, dunque, un completo ripensamento delprolungamento Giardinetti-Tor Vergata, ritornando all’ipotesi iniziale ditransito all’interno del quartiere di Torrenova e prevedendo una sede adesclusivo utilizzo dei tram, anche nell’area universitaria.


via di Carcaricola (Torrenova)
via di Carcaricola (Torrenova)
via di Carcaricola (Torrenova)

via Columbia (Tor Vergata)
via Columbia (Tor Vergata)
via Columbia (Tor Vergata)
via Cambridge (Tor Vergata)
via Cambridge (Tor Vergata)
via Cambridge (Tor Vergata)

CONCLUSIONI

La Metrotramvia G è l’esempio di un progetto nato dal bassoe con lo scopo di “ottimizzare” l’esistente Roma-Giardinetti, che nellesuccessive fasi progettuali ha perso molte delle qualità originarie.Nell’attuale configurazione delle carte, infatti, si sono rilevate le seguentiproblematiche:

  • sovraccarico dell’asse tramviario esistente di via Napoleone III e via Principe Eugenio;
  • minore capillarità del servizio nel quartiere Esquilino;
  • scarsa flessibilità della rete, causata dall’assenza di sufficienti connessioni con la rete esistente;
  • lunghi tratti in promiscuo con il traffico privato;
  • transito al di fuori di alcune aree abitate.

È dunque necessario un “ritorno alle origini” comprendendole motivazioni per le quali nasceva il progetto e ripensando attentamente adalcune scelte prese in corso d’opera che rischiano di minarne l’efficacia. Adaggravare la situazione c’è anche l’incognita EXPO 2030 che pone l’effettivarealizzazione della Metrotramvia G in una situazione di completa incertezza, vistoche si sta valutando di realizzare la diramazione della Metro C.

Il rischio concreto è che sull’altare di EXPO si sacrifichiuna tramvia “già pronta” per essere realizzata per una metropolitana utile, sì,per l’evento ma sovradimensionata nel lungo periodo: a dirlo sono le stime trasportistiche per lo scenario post-expo.

Ci auguriamo, in sostanza, che la storia della MetrotramviaG non diventi, da esempio di progettazione dal basso, l’ennesima occasionepersa per la Capitale.

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