Si tratta di un passo in avanti al salvataggio della società costruttrice di treni.
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La fusione era stata delineata dallo stesso AD di Ferrovie in tempi recenti, dopo lunghi mesi di discussione: l’obiettivo è semplice, far uscire Firema dalla crisi per riavviare la produzione delle 70 carrozze letto destinate all’Intercity. Una scelta che a corollario sbloccherà anche la consegna dei 38 treni di Cotral per la Roma-Lido e la Roma-Viterbo.
Il nulla osta dell’AGCM è stato motivato dalla quota di mercato attualmente detenuta dalla Firema, di tipo residuale sia per la fornitura di treni delle ferrovie nazionali, sia i convogli di tipo metropolitano: una percentuale che FS assumerà al proprio interno e che non sarà in grado di distorcere sensibilmente il mercato di questi importanti segmenti industriale.
In particolare, l’AGCM non ravvede un incremento artificioso delle commesse di Firema né nei confronti di Trenitalia, alla quale spetta un accordo quadro di 370 carrozze letto di cui 70 contrattualizzate, né nei confronti delle amministrazioni locali, tra tutte quelle dei treni per il Lazio.
Quantitativi di treni che risultano essere minimi rispetto ad altre commesse aggiudicate ad Hitachi, Alstom, Stadler e CAF e dunque non in grado di pregiudicare la libera concorrenza che l’Authority monitora.
Secondo il portale specializzato Ferrovie.info, che ringraziamo per la segnalazione, il parere dell’AGCM costituisce un altro passaggio verso la ripresa delle attività di Firema.
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