Ferrovie: una commissione contro l’anello ferroviario di Roma

I no-treno di Roma Nord tornano alla carica.

20 giugno 2025 07:00
Ferrovie: una commissione contro l’anello ferroviario di Roma -
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Se ti piace il nostro lavoro, allora supportaci, basta un caffè! Il 18 giugno scorso in una commissione trasparenza convocatadal presidente Federico Rocca è andata in scena il nuovo attacco alla chiusura dell’anello ferroviario di Roma. A guidare la carica è stato il movimentoecologista Ecoitaliasolidale, in un’intemerata di 21 minuti contro tutti gliaspetti possibili dell’opera: rumori, vibrazioni, sottostazioni elettriche evia discorrendo.

Secondo l’associazione il progetto, a partire dal raddoppiodella linea Valle Aurelia-Vigna Clara, sarebbe estremamente dannoso per icittadini e per l’ambiente e, pertanto, non andrebbe sostanzialmente realizzato.

A replicare con pacatezza sono stati i rappresentati di RFI,che hanno spiegato come sia il lotto 1A (raddoppio Valle Aurelia-Vigna Clara)sia il lotto 1B (prolungamento Vigna Clara-Tor di Valle) siano stati progettatiin piena aderenza ai dettami normativi e secondo quanto emerso dalle conferenzedei servizi decisorie.

In particolare, sul raddoppio Valle Aurelia-Vigna Clara è incorso la progettazione esecutiva, che sarà consegnata per il prossimo autunno,in maniera tale da partire con i lavori entro la fine dell’anno, mentre per illotto 1B, la cui costruzione non è finanziata, RFI sta adeguando il tracciatoin prossimità dell’ippodromo di Tor di Quinto per migliorare l’accessibilitàalla stazione.

Al di là delle questioni di merito, Roma non smette mai distupire: capita così che in una delle città più congestionate del mondo esistanocomitati che si proclamano difensori dell’ambiente e allo stesso tempo si oppongonoalle opere che l’ambiente potrebbero salvarlo.

Un vero e proprio esempio plastico di “verdismo” e di “nimby”,ovvero l’ambientalismo di facciata che cela la volontà affinché le opere sifacciano “not in my backyard”, non nel mio giardino. Casi a cui Roma non ènuova, visto che nel 2013 diverse organizzazioni tra cui Italia NostraRoma, l’associazioneProgetto Celio, Salviamo il Paesaggio e Difendiamo i Territori si unirono sottola stella del defunto comitato propagandistico grillino “Metro C -#fuoridaifori” persostenere una delirante raccolta firme per bloccare la costruzione dellastazione del Colosseo.

Fortunatamente la follia non prevalse e, speriamo, nonprevalga neanche con la chiusura dell’Anello Ferroviario di cui Roma ha un drammaticobisogno.



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