Roma, inchiesta flambus: ora si indaga sui ricambi rigenerati


I pezzi di ricambio rigenerati usati per la riparazione degli autobus dall’Atac entrano nel mirino degli inquirenti nell’inchiesta sulle cause degli incendi dei mezzi pubblici della municipalizzata. 





Nella terza consulenza affidata all’ingegnere Rodolfo Fugger per fare luce sul fenomeno dei «flambus», la Procura chiede di chiarire quale sia l’affidabilità dei pezzi di ricambio rigenerati - detti anche ricondizionati - montati sui mezzi andati in fiamme tra la fine del 2019 e l’inizio del 2021. Il dubbio è sorto in seguito alla segnalazione giunta agli inquirenti di mezzi che si sono incendiati subito dopo la sostituzione di componenti usurati con ricambi sottoposti al processo di rigenerazione. Una pratica di uso comune, utile per consentire risparmi, garantendo in teoria un alto livello di affidabilità. In questo caso la coincidenza tra le esplosioni e il montaggio dei pezzi, però, ha sollevato la questione.

La consulenza affidata a Fugger dal pm Mario Dovinola è il primo atto di nuova inchiesta sui flambus. Un fenomeno romano, dovuto alla vetusta flotta di autobus come lo stesso consulente ha sottolineato nelle due precedenti relazioni. I reati ipotizzati sono sempre incendio con grave pericolo per l’incolumità pubblica e disastro colposo, ma ancora non ci sono indagati.

Oltre all’esame degli autobus andati in fiamme, il consulente dovrà fare luce pure sulle scelte gestionali effettuate per l’individuazione dei fornitori dei pezzi di ricambio e sulle officine private cui sono appaltate alcune fasi della manutenzione. Il deposito della consulenza è atteso per l’estate.

Intanto nell’inchiesta originaria sul fenomeno flambus va avanti da parte della Procura l’esame delle posizioni dei dodici dirigenti indagati. Il pm sta valutando per chi chiedere il rinvio a giudizio e per chi, invece, avanzare proposta di archiviazione. In questo troncone sono stati quattro gli episodi allarmanti nella gestione della manutenzione degli autobus, come rilevato dall’ingegner Fugger.

da Corriere della Sera




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