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Roma verde: i 91 bus ecologici difettosi sostituiti da 30 bus a gasolio

Atac, bus affollato con mascherine

Se il futuro del TPL, per ammissione del Comune di Roma, dovrà avvalersi solo di veicoli ecologici perché indire bandi per mezzi alimentati a gasolio?




In questo articolo di RomaIt viene affrontato l'argomento dei bus ecologici, riteniamo una forzatura il titolo, in effetti le 91 vetture a metano sono tornate tutte in servizio, i corti non vanno a sostituire nulla - qui puoi approfondire - tuttavia ci è piaciuta molto la seconda parte, quella che parla dell'esperienza svedese.


Bus a gasolio. È del 5 maggio 2020 la notizia del blocco di 91 bus ecologici dichiarati difettosi (ancora oscure le anomalie). 

Il Comune di Roma li aveva acquistati (tramite Consip) dalla azienda turca IIA e poi girati in affitto ad ATAC. 

Ricordiamo che, a fronte del Decreto Milleproroghe, sono stati stanziati tre milioni e mezzo per il triennio 2020-2023. Un finanziamento che dovrebbe servire a favorire la transizione ecologica del trasporto pubblico nel territorio di Roma Capitale.

Per tutta risposta pochi giorni fa è stata resa nota l’apertura delle buste del Bando pubblicato il 24-02-2020 relativo all’affidamento dell’appalto per trenta bus urbani da 8 metri alimentati a gasolio. 

Il futuro del Trasporto Pubblico Locale, per stessa ammissione del Comune di Roma, dovrà puntare solo sui veicoli ecologici. E allora perché il Campidoglio continua ad indire bandi per forniture di mezzi alimentati a gasolio?


A Roma bus a gasolio, in Svezia mobilità elettrica


Negli altri Paesi e nelle città più importanti il processo di riconversione è in atto già da tempo. 

In Svezia, ad esempio, solo il 15% del trasporto pubblico è effettuato con mezzi alimentati a benzina o a gasolio. 

Sono stati sostituiti con vetture elettriche o che usano biogas o etanolo. 

Il biogas viene prodotto addirittura dal trattamento delle acque reflue. 

Ma la nota ancora più confortante è che tutte le aziende, in grado di fornire autobus più ecologici possibili, sono impegnate in una sana competizione tra loro.

Tornando alla Capitale ci sarebbe da mettere le mani, una volta per sempre, sul risanamento e il rinnovamento delle linee tranviarie già esistenti. 

Ridurre l’inquinamento acustico e quello causato dalle polveri di ferro che vengono rilasciate lungo il percorso sui palazzi e sulle auto.

Molti tram in circolazione a Roma peraltro non permettono un comodo e sicuro accesso ai disabili, agli anziani e a tutti coloro che hanno problemi di deambulazione. 

Insomma c’è tanto da fare ma sarebbe opportuno iniziare a eliminare bandi per l’assegnazione di forniture senza una logica programmatica.







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