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La macchina del fango contro Atac

La macchina del fango contro Atac


Dichiarazioni pesanti quelle dell'Assessore Pietro Calabrese sui giornali che attacca frontalmente chi alimenta la macchina del fango insiste su un "presunto fallimento" degli obiettivi del concordato a causa dei chilometri persi dai mezzi di superficie



Anche oggi sono stati sprecati fiumi di inchiostro contro Atac e il trasporto pubblico di Roma. La macchina del fango insiste su un presunto fallimento degli obiettivi del concordato a causa dei chilometri persi dai mezzi di superficie. Lo ribadisco ancora: il concordato non è a rischio.

Il dato che provoca “reazioni febbrili” è quello dei 101 milioni di chilometri previsti nel contratto di servizio ereditato fra Atac e Comune di Roma. 


Un contratto che al momento della scelta di salvare l'azienda tramite il concordato non era possibile cambiare. Un contratto comunque con previsione di 'penale' indiretta in quanto l'azienda viene pagata a km percorsi, per cui se non raggiunge il tetto dei 101 milioni di km riceve un corrispettivo inferiore per ogni km perso. 

Non è una novità che l’azienda di trasporto pubblico non sia riuscita a raggiungere questo obiettivo negli anni. È lo stesso numero di chilometri che già al nostro arrivo non veniva rispettato. Del resto non avere i bus per fare il servizio è lo stesso del non averli per fare i km previsti da contratto.

Il tema quindi non è i km persi, ma i bus che non c'erano al nostro arrivo.
Non solo ATAC non passa mai:
ora il concordato è a rischio

Abbiamo deciso di acquistarne a centinaia non tanto per risanare l’azienda, quindi fare più chilometri con cui viene pagata, quanto per riportare il servizio almeno ai livelli di contratto. Un cambiamento reale, mettere su strada i 700 bus già acquistati non si fa in pochi mesi. 

È un percorso lungo, che richiede tempo e soprattutto sacrifici da parte di tutti, a partire dai lavoratori, che non meritano questo fango quotidiano, nè le conseguenze più violente che spesso ne derivano rispetto alle aggressioni subite in primo luogo dagli autisti.

Per essere più chiari, ereditare una flotta con un'età media di oltre 14 anni, quando doveva essere al massimo di 9, con effetti che stiamo pagando ancora oggi, non è colpa dei lavoratori dell'azienda, come non lo è della nostra amministrazione che ha deciso di salvarla. Ma senza le vecchie, e 'classiche', ricapitalizzazioni, soldi pubblici immessi senza alcuna garanzia di risanamento. Infatti, debito dopo debito, di anno in anno, il passivo era arrivato a 1,3 miliardi, mentre ora i bilanci sono in positivo. Non era mai accaduto.

Se nel settembre 2017 non avessimo messo in piedi questo percorso oggi a malapena avremmo 500 bus in strada, oppure una azienda senza alcun controllo pubblico. 

Di certo non staremmo a parlare di km o corse perse perché avrebbero cancellato intere linee, venduto il patrimonio, e licenziato gran parte dei lavoratori. Altro che azienda pubblica fallita! 

Sarebbe stato il concreto fallimento del sistema precedente, di certo meritato, ma a scapito solo di tutti i cittadini. In particolare le romane e i romani, a cui sarebbe toccato anche il pagamento del debito.

Ma questo non ve lo diranno mai. Come se quel miliardo e trecento milioni fosse stato possibile farlo sparire nel nulla. Magari come hanno fatto credere in passato rispetto a fallimenti molto più consistenti...

Nessuno nega che gli ostacoli sono stati e continuano a essere molti. Lo sapevamo. Eppure noi, gli “incapaci”, abbiamo lavorato duramente per invertire la rotta. Ai 150 mezzi comprati a debito Atac da Marino, ma messi su strada da noi a febbraio 2017 perché avevano sbagliato anche il leasing, abbiamo aggiunto già 227 vetture da agosto dello scorso anno, a cui quest'anno si aggiungeranno su strada altri 328, comprati con risorse di quest’amministrazione. Significa senza aggiungere debiti ad Atac, la quale sta completando la procedura di affidamento per una fornitura di altri 100.

Le critiche delle opposizioni sul servizio fanno sorridere. Mascherare le loro responsabilità è un lavoro difficile, ma in questo sono molto esperti, destre e sinistre, non hanno fatto altro per decenni. Dei veri democristiani. Ora, guarda caso, sono tutti alleati contro di noi.

Il fango della grande libertà di stampa invece non trova giustificazione. Ce ne fosse una che riconosce i meriti della Raggi. Tutti sapevano dove Atac stava precipitando, sembrava come se non aspettassero altro. Forse è per questo che oggi nessuno dà il giusto risalto ai risultati positivi che raggiungiamo, giorno dopo giorno. Ci spiace per loro, ma stanno accadendo. Ogni giorno di più.



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