Il problema non è Atac, ma il controllore

Il problema non è Atac, ma il controllore


Era impossibile non ci fossero reazioni alla sentenza del TAR che ha ribaltato dopo un anno l'esito del Referendum, ci sono state reazioni politiche, sia su un fronte che sull'altro, che reazioni da parte degli utenti



Tra i commenti  ricevuti, ritengo utile segnalare questo che proviene da un anonimo commentatore, che sposta il centro del discorso dal gestore al committente, ma andiamo a leggere.

Seguo le problematiche del TPL da quaranta anni, prima per passione e incarichi politici, da qualche anno per lavoro. 


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Credo che la strada maestra da seguire sia quella per cui il pubblico (nel caso di Roma: il Comune) programmi i servizi, li metta a gara ed effettui controlli rigorosissimi sul rispetto dei capitolati; la gestione "operativa" del servizio va lasciata a imprenditori privati. 

Se qualcuno dovesse obiettare "ma le cose vanno male anche a Roma TPL che è privata" rispondo: è perché il Comune non ha controllato o ha controllato male.

Seguendo il filo del discorso del commentatore, in pratica, si supera il problema del referendum, del Si e del No e, oserei aggiungere, si supera il problema politico - così non ci si schiera - ma si pensa al servizio.

E tu cosa ne pensi? Ritieni che il servizio gestito da privati sarebbe migliore, oppure se il controllore si comporta come l'amministrazione attuale e le precedenti, non cambierà nulla.

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Commenti

Anonimo ha detto…
Proprio non riesco a capire perchè il saggio pubblicato da un ex assessore alla mobilità romana sull'attuale situazione dell'ATAC, sulle cause ed i possibili rimedi nessuno si degna nemmeno di leggerla. La si può trovare qui:

http://www.romafaschifo.com/search?q=crisi+dell%27atac
Anonimo ha detto…
Beh, sono d'accordo in parte, perchè comunque è importante anche avere un'azienda seria ed efficiente, che risponda ad una razionalità aziendale e gestisca il servizio che le viene affidato con un minimo di criteri industriali. Guardiamo, ad esempio, l'ATM di Milano: ha lo stesso asset giuridico dell'ATAC romana ma è di gran lunga più efficiente di quest'ultima, tant'è che co-gestisce pure la metropolitana di Copenaghen.