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Roma, report servizi pubblici: nella Capitale i bus più vecchi d'Italia


Nel 2018 a Roma resta problematica la condizione della mobilità, soprattutto di superficie. Nel caso di Atac, persiste la difficoltà di attuare puntualmente quanto programmato anche a causa del taglio dei costi per la manutenzione, che rendono quello romano il parco vetture tra i più modesti e vetusti d'Italia. 


Tra squilibri gestionali e tensioni finanziarie, le ripercussioni sulla qualità del servizio reso ai cittadini sono clamorose: negli ultimi 4 anni, ad esempio, è raddoppiato il numero delle corse di superficie a gestione Atac soppresse che nel 2017 sfiora 1,3 milioni, in aumento del 26,5% rispetto al 2016, mentre guasti e ritardi hanno fermato quasi una vettura su due. 


Dato aggravato dal numero degli utenti trasportati che nella capitale si aggira attorno a 1,2 miliardi di passeggeri l'anno, superando l'intera somma di quelli che si avvalgono del tpl a Milano (568mila), Torino (251mila) e Napoli (120mila). 

È quanto rileva la Relazione sullo stato dei servizi pubblici locali e sull'attività svolta nell'anno 2018 dall'Agenzia per il controllo e la qualità dei Servizi pubblici locali di Roma Capitale, presentata stamattina nella sala della Protomoteca del Campidoglio.

Anche il trend positivo della rete metropolitana registra una battuta d'arresto: mancanza di pezzi di ricambio, scioperi e malfunzionamenti sono alcune delle cause responsabili di una flessione in negativo del 6% della qualità percepita dagli utenti rispetto all'anno precedente, con un ingente aumento anche in questo caso delle corse perse di oltre il 41% tra 2016 e 2017.

Le carenze del servizio si ripercuotono sulla qualità percepita e il voto espresso dai cittadini non solo non raggiunge mai la sufficienza, ma è in costante declino. L'unico dato che registra il segno più è il numero degli abbonamenti annuali venduti e in generale i ricavi dalla vendita dei titoli di viaggio, che arriva a coprire ora il 31% dei costi operativi, in linea con il dato del 2016 e in tendenziale crescita dal 2012, quando la copertura si attestava al 26%.

Ancora a proposito di dati economici, il monitoraggio sulle soste tariffate (le strisce blu) e i parcheggi di scambio rivela che i ricavi delle prime sono ampiamente sufficienti a coprire i costi del servizio, grazie ad alcuni accorgimenti messi in atto negli ultimi anni tra cui l'intensificazione dei controlli e delle sanzioni, la possibilità di effettuare il pagamento tramite sistemi informatici e l'ammodernamento dei parcometri, per un ricavo pari a 421 euro l'anno per ogni stallo su strada, oltre il 50% in più di Milano (279 euro). 

I ricavi derivanti dai parcheggi di scambio, invece, sono pari a 461mila euro nel 2017 e coprono appena il 5% dei costi di servizio, frutto (consapevole) di una scelta amministrativa che mira a disincentivare il ricorso ai mezzi privati in favore del trasporto pubblico.

Da Trasporti Italia

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1 Commenti

Anonimo ha detto…
Veramente io, in tempi abbastanza recenti, ho visto ad Avezzano circolare ancora autobus IVECO Turbocity, modelli meno recenti dei CityClass Cursor impiegati a Roma...e sinceramente li preferivo di gran lunga a qualunque autobus moderno attuale. Poi siamo alle solite: più che l'età dei veicoli conta la regolarità e l'accuratezza o meno della manutenzione.