Tram CAF Urbos: cominciano i collaudi su strada

Roma, iniziati i collaudi del primo CAF Urbos: il nuovo tram 9301 entra in prova sulla rete. Ecco la storia dei 121 nuovi mezzi.

28 settembre 2026 11:30
Tram CAF Urbos: cominciano i collaudi su strada -
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Sono iniziati la mattina di oggi, lunedí 28 settembre, i primi collaudi su strada del primo dei 121 tram CAF Urbos.

Il convoglio testa di serie 9301 é uscito del deposito di Porta Maggiore trainato da un mezzo ausiliario, fino a giungere presso via Carlo Felice, designata come "test track" per i collaudi dinamici sulla rete.

Il mezzo é stato quindi abilitato percorrendo effettivamente i primi metri sulle proprie ruote: un passaggio dal forte valore simbolico.

Un iter durato 7 anni

Ancora prima che di costruzione, l'iter dei nuovi tram ha avuto un inizio di tipo burocratico-amministrativo. Nel 2018, infatti, Roma Capitale partecipava all'avviso n.1 per accedere ai finanziamenti dedicati al Trasporto Rapido di Massa, un fondo apposito istituito dal Governo per finanziare la realizzazione di nuove metropolitane, tramvia e filovie, nonché per consentire alle reti esistenti di rinnovare la propria flotta.

È in questo solco che si inserisce la prima richiesta di 50 nuovi tram, che sarebbero dovuti andare a sostituire i vecchissimi mezzi Stanga e Socimi.

Dopo altri avvisi e la richiesta di finanziamento di ulteriori nuove tratte tramviarie, si va a configurare una richiesta finale di 121 nuovi mezzi, cosí ripartita:

  • 40 tram per la sostituzione mezzi esistenti Stanga e Socimi (sui 50 originariamente previsti);

  • 20 tram per la tramvia Togliatti;

  • 24 tram per la tramvia TVA;

  • 22 tram per la tramvia Tor Vergata;

  • 15 tram opzionali non finanziati.

La gara che sancisce la fine del Concordato Preventivo

A gennaio 2023 Atac, individuata come soggetto attuatore delle diverse linee di finanziamento), pubblica la gara per l'acquisto dei mezzi che a settembre viene aggiudicata alla spagnola CAF.

La gara si inserisce nel percorso di risanamento economico dell'azienda, iniziato nel 2017 e culminato con la chiusura delle ultime partite debitorie. La coincidenza con la gara dei nuovi tram assume un valore fortemente simbolico: Atac torna ad essere un fornitore considerato affidabile dal mercato.

Il cambiamento climatico rallenta la consegna dei tram

Dopo il ricorso al TAR di Hitachi, poi perso, la produzione dei tram parte.

A seguito dell'inondazione in Svizzera del 29 ottobre 2024 gli stabilimenti della Stadler, che fornisce alcune componenti dei tram alla CAF, vengono fortemente danneggiati, rallentando la produzione dei semilavorati per i mezzi di Roma.

Lo slittamento si concretizza in 6 mesi di ritardo, mettendo in seria difficoltá la milestone PNRR definita dopo la rinuncia a realizzare la tramvia TVA entro il 2026. Entro il 30 giugno 2026 dovranno arrivare a Roma ben 10 altri, altrimenti i soldi saranno ritirati.

E alla fine arriva il primo mezzo

Nella notte tra il 4 e il 5 marzo 2026 viene alla fine consegnato il primo tram nelle Officine Centrali di via Prenestina. Un trasporto eccezionale, al quale seguiranno altri 9 tram che verranno varati entro la fine di giugno: i soldi del PNRR sono salvi.

La rete si adegua ai nuovi mezzi

Per far fronte ai nuovi tram, piú pesanti ed energivori a causa delle batterie a bordo, sia il deposito di Porta Maggiore, che la rete tram esistente hanno ricevuto forti upgrade, con nuovui binari in grado di sopportare il peso. L'ultima lavorazione svolta, ancora parzialmente in corso, sta riguardando le sottostazioni elettriche che dovranno fonire l'energia necessaria.

Un percorso di efficientamento che Roma Capitale ha svolto in piena autonomia economica, soprattutto negli ultimi anni in cui il Governo ha azzerato le risorse per il miglioramento della rete esistente.

Il bilancio comunale, per quanto ampio, non puó sostenere da solo il rinnovo integrale che si sta facendo per tratte funzionali, man mano che i soldi si rendono disponibili. Da qui le interruzioni a singhiozzo, diventate un meme dei pendolari romani.

E ora... I collaudi

L'ingresso nella fase dei collaudi segna, per la somma di queste ragioni, una pietra miliare di questo percorso. Il primo tram circola sulle proprie ruote e spinto dai propri motori.

Adesso ANSFISA dovrá effettuare tutte le verifiche di sicurezza e di integritá dei sistemi di bordo, ordinando eventuali migliorativi ai fini dell'omologazione del tram.

Solo dopo questa fase, che si concluderá con l'ottenimento del NOE - Nulla Osta all'Esercizio - cominceranno i 1.000 km di percorrenza a vuoto sulla rete locale, ai quali seguirá la messa in servizio.

Dopo l'esperienza maturata con i treni Hitachi della metro, tuttavia, non ci sbilanciamo sulle tempistiche. Considerata la minore complessitá degli apparati, speriamo che entro primavera il tram sia in servizio.

Le caratteristiche

I tram sono formati da 5 moduli intercomunicanti per una lunghezza totale di 33,5 metri e saranno interamente a pianale ribassato. Si accederà a bordo da 4 porte, di cui 2 poste sui moduli estremali e 2 sul terzo modulo,e interamente disporranno di 220 posti, di cui 68 a sedere.

Interamente a pianale ribassato e accessibili alle persone a mobilità ridotta (PMR), sono dotati di tutti i confort di bordo: aria condizionata, schermi informativi e annunci di bordo audio/video.

Un particolare occhio è stato dedicato alla sicurezza di marcia, con sistemi ADAS che coadiuveranno i tramvieri nella guida: in particolare ha importanza il sensore frontale anticollisione con gli ostacoli.

Il design dei tram è caratterizzato dai colori rosso Roma e nero, con il muso che simula l’elmo di un gladiatore studiato dalla Italdesign. Internamente la disposizione dei sedili è a “salotto” (due file da due sedili) nei moduli estremali e intermedi, mentre il modulo centrale è senza sedili per ospitare i PMR e agevolare una rapida salita e discesa.

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