Tram, MetroxRoma attacca Gualtieri: "non vuole siano realizzati"

MetroxRoma boccia la politica dei tram di Gualtieri, ma il ritardo delle opere affonda le radici in oltre 20 anni di immobilismo.

A cura di Redazione Redazione
13 maggio 2026 09:00
Tram, MetroxRoma attacca Gualtieri: "non vuole siano realizzati" -
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In un recente articolo il comitato MetroxRoma ha posto un giudizio piuttosto severo sull'operato di Gualtieri nell'arco del mandato.

A quattro anni e mezzo dall’elezione di Roberto Gualtieri, Sindaco dal lontano 2021, si può ormai tracciare un bilancio sufficientemente chiaro della sua politica sui tram. Purtroppo si tratta di un bilancio estremamente negativo, perché la percezione è quella di un’Amministrazione che non abbia mai davvero creduto nel rilancio della rete tranviaria romana.

Secondo MetroxRoma sono troppe le occasioni perse per non pensare ad un vero e proprio disinnamoramento nei confronti dei tram, non solo in corso d'opera, ma già dall'inizio del mandato.

Il peccato originale sarebbe stato compiuto già nel 2021, quando fresco di nomina l'assessore Patané rinunciò alla realizzazione della tramvia dei Fori. Un atto secondo MxR spiegabile dalla malcelata subalternità culturale [del Partito Democratico, ndr] a quel rognoso, sempre presente, conservatorismo “NIMBY”.

Sta di fatto che delle 4 tramvie promesse per il Giubileo 2025 nessuna è stata inaugurata per tempo.

La Togliatti procede a rilento, con porzioni ancora da cantierizzare e un cronoprogramma ormai totalmente compromesso. Quella che doveva essere la linea simbolo della cura del ferro rischia di aprire parzialmente e con anni di ritardo. La Verano-Tiburtina, invece, è l’emblema plastico dell’immobilismo romano: recinzioni arancioni, strade chiuse, aree occupate, ma attività assenti da mesi. Una scenografia di cantiere senza il cantiere. Sulla Termini-Giardinetti-Tor Vergata si è arrivati soltanto ora alla gara, dopo anni di annunci, e nel frattempo si è chiusa la linea storica esistente senza nessuna strategia per traghettare gli utenti fino al post operam.

Ma il caso più clamoroso resta quello della TVA, la Termini-Vaticano-Aurelio.

A 5 anni dall'assegnazione delle risorse e a 3 anni dalla stipula del contratto il Comune non ha ancora approvato il progetto esecutivo, perdendo in questi giorni i finanziamenti della parte infrastrutturale.

Il focus di MetroxRoma prende in considerazione anche la rete esistente, dalla soppressione del 19 in Prati alla recente chiusura definitiva della Termini-Centocelle.

È esattamente il contrario di ciò che dovrebbe fare una politica seria del trasporto pubblico. La gente con i mezzi ci va a lavorare e se non sono affidabili userà sempre la macchina. Non capire che chiudere una linea dalla sera alla mattina è un colpo letale al trasporto pubblico significa non avere idea di cosa sia il trasporto pubblico. non capire che l’affidabilità e la continuità di esercizio sono requisiti fondamentali per un utente, significa non aver mai atteso un autobus.

Il pezzo chiude sollecitando Gualtieri ad assumersi il peso delle trasformazioni urbane derivanti dai tram.

Se davvero si crede nei tram la risposta non può essere la ritirata, peraltro in mezzo ad una narrazione che normalmente vede un Sindaco in cantiere, col caschetto giallo. La risposta deve essere il lavoro: il lavoro degli operai che ogni giorno costruiscono pezzi di città.

La nostra opinione

A nostro modo di vedere la visione di MetroxRoma è lucida ma non tiene conto di alcuni elementi influenzanti. Tra tutti il passato da cui veniva la città, fatto di più di 20 anni senza alcuna nuova opera tramviaria. Questo ha depauperato Roma Capitale e gli uffici del Dipartimento Mobilità delle persone necessarie: tant'è che l'amministrazione Raggi fu in grado di ottenere i finanziamenti, ma non fu in grado di spendere neanche i fondi più urgenti destinati alla manutenzione straordinaria delle linee A e B.

Perché diciamo questo. Perché senza memoria del passato il rischio è quello di vivere in un eterno presente fatto di insoddisfazione.

Sì, già un anno fa avevamo paventato che a Gualtieri non piacessero più i tram. Ed effettivamente qualcosa si è rotto nell'amministrazione in quella maledetta seduta dell'Assemblea Capitolina del 7 dicembre 2023: fu lì che la maggioranza del PD si spaccò internamente, tra i favorevoli (PD e M5S) e contrari (FdI, Lega, Noi Moderati e soprattutto alcuni consiglieri della lista civica Gualtieri Sindaco).

Da lì il sindaco ha dovuto fare i conti con la spaccatura in seno alla maggioranza, rinviando in maniera più o meno ragionata l'avvio della TVA, ma proseguendo con lento pede le altre opere. La Togliatti sta prendendo forma, la Tiburtina ripartirà non appena sarà sciolto un nodo tecnico interno, la Tor Vergata è a gara dopo che un anno fa l'Università aveva posto una pietra potenzialmente tombale.

Il tutto in un quadro di sostanziale disinvestimento da parte del Governo sul problema delle infrastrutture di trasporto per le città italiane, in favore del "dio" Ponte sullo Stretto di Messina.

Lo stesso Governo, ricordiamo, che ha nominato un commissario straordinario che costantemente viene sabotato nell'operativitá dei poteri straordinari.

La nostra idea è che quindi l'amministrazione non sia disinnamorata dei tram, anzi. Che la frangia che spinge affinché le cose si facciano stia vincendo sebbene con estrema fatica.

Noi dal canto nostro non siamo titolati per comprendere appieno queste spaccature, che è del tutto evidente si cerchi di tenere nascoste in vista delle prossime elezioni. Dall'altra parte abbiamo partiti come Fratelli d'Italia che organizza sfilate in automobile.

Comprendiamo, dunque, la critica di MetroxRoma ma allo stesso tempo non riteniamo che questa amministrazione sia avversa ai tram. Chiudiamo condividendo la medesima esortazione: serve coraggio.

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