Filobus a Roma: un sistema da rilanciare o dismettere definitivamente

Il filobus di Roma vive da anni in un limbo nel quale difficilmente sarà possibile rilanciare questa tecnologia.

31 ottobre 2024 12:00
Filobus a Roma: un sistema da rilanciare o dismettere definitivamente -
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Filobus sì, filobus no: questo è il dilemma. O forsebisognerebbe prendere serenamente atto di un rilancio mai veramente avvenuto,trasformando le linee esistenti in tramvia.

Eh sì, perché a sei anni dall’attivazione della linea 74,facente parte della più ampia rete delle filovie dell’EUR, poco o nulla si stafacendo per l’ampliamento di una rete strutturalmente inefficiente. Attualmente,a causa della pessima configurazione della rete, la gestione dei filobus di Romarisulta essere estremamente dispendiosa a livello economico.

La linea 90 ha il vantaggio di avere il deposito diMontesacro in prossimità del tracciato, ma i mezzi del 2004 sono quasi a fine vita tecnica: su una decina di filobus Solaris sono state montate nel 2021 lenuove batterie che però non dureranno più di 7/8 anni. Per il servizio, Atacdeve dunque costantemente utilizzare anche i filobus BredaMenarini dell’EUR.

Questi mezzi, più recenti ma comunque costruiti nel 2009,hanno necessità di rientrare ogni giorno alla rimessa di Tor Pagnotta, presso la quale Atac ha avviato il contratto di manutenzione in full service. I Breda,inoltre, devono fare costantemente il rifornimento a causa degli elevaticonsumi di carburante (1 litro a km, che aumenta a 1,2 con l’aria condizionataaccesa) e la rimessa di Montesacro – essendo full electric – non dispone diserbatoi ed erogatore per il gasolio: una soluzione potrebbe essere appoggiarsipresso la più vicina rimessa di Grottarossa, che però non dispone di spazisufficienti per ulteriori bus da 18 metri.

Dall’altra parte i 45 filobus BredaMenarini risultano esseredel tutto sovradimensionati rispetto alle richieste della linea 74, che assorbe5 vetture (più 2 di riserva). In questo contesto, a pesare è la mancatarealizzazione della complessa rete dell’EUR, di cui si sono costruiti solo 5,5km del primo lotto funzionale dell’asse Laurentino in sostituzione parziale al prolungamento della linea B a Trigoria. Dopo una storiatravagliatissima, nel 2020 la rete EUR-Tor de’ Cenci è stata cassata dalla Regione Lazio in sede di Valutazione d’Impatto Ambientale, dall’altra parte lelinee 72 e 73 non sono mai state trasformate in filobus. L’unica azionerealmente intrapresa a riguardo è stata la recente gara di adeguamento dellafermata presso il Campus Biomedico, ma mancherebbero ancora il capolinea in viaGuglielmo Guasta e soprattutto il bifilare fino a Trigoria.

In questo quadro di incertezze, anche la pianificazione dilungo periodo del PUMS risulta essere piuttosto carente. Al di là del sistemadell’EUR, rimasto monco del ramo EUR-Tor de' Cenci, il Piano della Mobilitàripete l’errore di una programmazione per singoli assi e non attraverso unarete interconnessa. Figurano infatti:

  • M1-08 Corridoio “Rebibbia - Polo Tecnologico”;
  • M2-29 “Tangenziale Nord Ponte Mammolo-Fidene-OspedaleS.Andrea”, che realisticamente doveva essere il prolungamento del tramTogliatti;
  • M2-30 Corridoio Trastevere-Portuense-Corviale, realizzatocome semplice corsia preferenziale;
  • Il sistema filoviario dell’entroterra di Ostia e diFiumicino, ovvero: M2-31 Corridoio “Colombo-Casal Palocco/CastelPorziano-Ostia”, M2-32 Corridoio “Casal Palocco/Castel Porziano-AciliaSud-Dragona-Fiumicino Aeroporto”, M2-33 “Collegamento Fiera di Roma-ParcoLeonardo-Fiumicino Città-Nuovo Porto Commerciale”.

L’unica azione sensata del PUMS è la M1-06, concernentel’elettrificazione del tratto Porta Pia-Termini del 90, per la quale il comuneaveva trovato i fondi nelle pieghe del bilancio e che non è però mai statarealizzata.

In un contesto così desolante, appare chiaro come Roma abbiascelto, sia politicamente, sia con la pianificazione di lungo periodo, latecnologia tramviaria come asse portante del sistema di adduzione allemetropolitane. Da qui gli ampissimi finanziamenti già ottenuti per le 4 lineedi prossima cantierizzazione o che saranno richiesti a ottobre per le ulteriori 7 tramvie del PUMS.

Appare, perciò, evidente che il filobus a Roma sia destinatoal tramonto. E forse la cosa più responsabile da parte della politica saràprenderne quanto prima atto, definendo una exit strategy di dismissione dellarete filoviaria e trasformazione del 74 e del 90 in tram. E per Trigoria chissà se verrà mai fatta la metropolitana.

Leggi l'approfondimento: "Filobus a Roma: come ottimizzare la rete esistente".


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