Coronavirus, I romani in fuga dall' Atac


I dati che Atac ha diffuso la settimana scorsa non lasciano spazio a troppe interpretazioni: i cittadini/utenti si arrendono e abbandonano i mezzi pubblici. Ma è davvero così?





Nella nota l'azienda del trasporto pubblico Capitolino che, analizzando i numeri di giovedì 12 novembre, aveva constatato un calo del 35% rispetto all'inizio di ottobre e del 65% rispetto allo socorso anno.

Ma ancora non basta. Nella stessa nota Atac segnalava che in media sui treni viaggiano circa 300 persone che corrispondono al 25% della capienza complessiva e ricordava che le norme prevedono che sui treni possano viaggiare fino a 600 persone. Il che significa 3 persone per metro quadrato.

Ma 3 persone a metro quadrato non bastano per mantenere il distanziamento interpersonale di un metro e i dati forniti da Atac sono da prendere "in media", perchè negli orari di punta la situazione è ben peggiore.

E questo non vale solo per le metropolitane, anche autobus - nonostante il potenziamento - e tram, quei pochi che rimangono, in ora di punta vanno in sofferenza.





Dopo mesi di assembramenti e polemiche, arriva la grande resa degli utenti - titolava La Repubblica qualche giorno fa - una svolta che svuota i bus (in media) ma non cancella né disagi né pericoli, come nel caso di Reny di ieri pomeriggio.



Il calo dei passeggeri è dovuto anche alla scelta da parte della Giunta di aprire le ZTL fino a dicembre, scelta che intesrà di più le zone centrali, mentre in ora di punta per le linee bus non cambierà assolutamente nulla.




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