Ferie solidali, in Atac manca l'accordo. La storia di Luca e dei colleghi che vogliono donargli il tempo per la figlia


Ferie solidali, in Atac manca l'accordo. La storia di Luca e dei colleghi che vogliono donargli il tempo per la figlia


Piccoli dettagli che fanno la differenza! I colleghi vogliono donargli le ferie per stare vicino alla figlia malata, ma in Atac manca l'accordo sindacale. Bene fatelo, ma fatelo velocemente. Ci uniamo anche noi all'appello, cercando di sollecitare la sindaca Virginia Raggi e all'assessore Linda Meleo per raggiungere questo piccolo, ma importantissimo obiettivo




Gli vogliamo donare le nostre ferie. Non le usiamo, ma almeno così lui può godersi la figlia". A dirlo in coro sono i circa 100, tra macchinisti e dipendenti Atac, uomini e donne che lavorano sulla Roma Lido. 

Uno di loro sta vivendo un dramma familiare. I colleghi si sono così uniti e, spontaneamente, hanno deciso di regalare a Luca, nome di fantasia, del tempo, quello da passare insieme alla sua bambina che, da anni, sta combattendo contro un terribile male. 

Luca, negli ultimi cinque anni, insieme alla sua famiglia ha girato l'Italia per trovare una cura. La piccola ora è in un ospedale di Roma. "E' una persona d'oro, questa storia è orribile. Negli ultimi tempi abbiamo raccolto dei piccoli fondi e fatto delle collette autonome per aiutarli economicamente, ma volevano fare di più", raccontano a Roma Today i suoi colleghi. 

Il dipendente Atac, per seguire le dinamiche della sua bambina, ha esaurito quasi tutte i giorni a disposizione per le sue ferie e così, chi lavora con lui, ha pensato bene di ricorrere alle così dette "ferie solidali", la possibilità che è stata introdotta dal Decreto 151/2015 numero 24 del Jobs Atc. 

La norma prevede che i lavoratori possono cedere a titolo gratuito le proprie ferie maturate ai lavoratori dipendenti dallo stesso datore di lavoro, per consentire l'assistenza dei figli minori che necessitano di cure costanti per le particolari condizioni di salute. Il caso è questo.

"Volevano donare a Luca e alla sua famiglia il tempo, il bene più prezioso che non si può comprare con nessuna cifra. Un giorno a testa, siamo circa 100. Così invece dei soldi gli avremmo dato tre mesi per stare vicino alla sua bambina, ma abbiamo scoperto che non si può. Atac, nonostante sia a conoscenza della situazione da anni, non lo permette", dicono al nostro quotidiano i dipendenti della Roma Lido. 

Il perché sta in un mancato accordo tra l'azienda dei trasporti romana e i sindacati. La possibilità di "ferie solidali", infatti, in Atac non c'è. "Lavoriamo in azienda e per l'azienda da anni, siamo come una famiglia. Vogliamo fare un gesto d'amore per il nostro collega. Ci appelliamo anche alla sindaca Virginia Raggi e all'assessore Linda Meleo, oltre che ad Atac, affinché possano risolvere quanto prima questo stallo e donare così del tempo a Luca per stare con la sua bambina, che versa in gravissime condizioni", aggiungono appellandosi al buon senso. 

Del caso se ne sta occupando il sindacato Slm Fast Confsal. "Insieme ad altre sigle sindacali il 16 maggio 2017 avevano chiesto, con una lettera scritta, un incontro ad Atac per parlare della questione relativa alle "ferie solidali" e di provvedere alla messa in atto del Decreto", spiega a RomaToday il sindacalista Alessandro Neri. Da quel giorno, però, nulla si è mosso e così il caso di Luca ha riacceso il faro sulla vicenda. 

"Da parte dell'azienda c'è il silenzio totale sulla questione, c'è negligenza. Ci meravigliamo come l'azienda dei trasporti più grande d Europa non provveda a regolare con le parti sindacali tali casistiche per lo più sancite da leggi. 

Come lavoratore e come sindacalista chiedo, a gran voce, che venga aperto un tavolo urgente per regolamentare il tutto e, in questo caso, anche per dare una risposta positiva a quei colleghi che vogliono donare a Luca i loro giorni di ferie che mai utilizzeranno", ha sottolineato Neri ribadendo la vicinanza al dipendente Atac e sperando che "la politica e l'azienda possano tendere una mano e fare un gesto d'umanità verso un padre di famiglia che rischia di perdere la propria bambina". 






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