Tutto ciò che devi sapere sul Referendum del TPL



L'11 novembre 2018 i romani saranno chiamati ad esprimersi sul referendum consultivo del trasporto pubblico locale: saranno due i quesiti per i quali votare "Sì" oppure "No". Vista la difficoltà e l'importanza dell'argomento abbiamo deciso di girare un breve video che, si spera, aiuti con pochi semplici passaggi a capire sia l'attuale situazione gestionale del trasporto pubblico a Roma, sia i principali argomenti a favore del "sì" e del "no". L'augurio è che, ancor prima di prendere una posizione, i cittadini possano trovare stimolo nell'informarsi per votare consapevolmente.





L’11 novembre 2018 i romani saranno chiamati ad esprimersi su due referendum inerenti al trasporto pubblico.

I quesiti a cui si potrà votare saranno quindi due:
“Volete voi che Roma Capitale affidi tutti i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e rotaia mediante gare pubbliche, anche ad una pluralità di gestori e garantendo forme di concorrenza comparativa, nel rispetto della disciplina vigente a tutela della salvaguardia e della ricollocazione dei lavoratori nella fase di ristrutturazione del servizio?”
“Volete voi che Roma Capitale, fermi restando i servizi relativi al trasporto pubblicolocale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e rotaia comunque affidati, favorisca e promuova altresì l’esercizio di trasporti collettivi non di linea in ambito locale a imprese operanti in concorrenza?”

Il primo quesito, di cui ci occuperemo maggiormente, riguarda il trasporto pubblico locale e richiede sostanzialmente l’apertura alla partecipazione di altre aziende alla gestione del trasporto pubblico locale.

Il secondo quesito richiedere anch’esso l’apertura ad altre aziende, operanti tuttavia nel trasporto pubblico non di linea, ossia NCC e taxi.

A Roma attualmente la gestione del trasporto pubblico è affidata a due aziende. Da una parte c’è Atac SPA, azienda municipalizzata nata nel 2010 dalla fusione della vecchia Atac, Trambus e Metro, che gestisce le reti di metropolitana A, B e C, tre ferrovie in concessione, le reti tramviarie e filoviarie, nonché circa l’80% degli
autobus. 

Dall’altra parte abbiamo Roma TPL scarl, un consorzio di aziende private che nel 2010 ha vinto una gara pubblica per la gestione del restante 20% degli autobus, le cosiddette “ 100 linee periferiche”. C’è da dire che negli anni l’accordo con Roma TPL è stato più volte ritoccato, affidandole per esempio la gestione delle linee notturne con autobus Atac. 

Il contratto tra il Comune di Roma e l’Atac scadrà nel 2021, mentre il contratto tra il Comune di Roma e Roma TPL è stato prorogato di recente fino al primo gennaio 2020.

Occorre ricordare che il referendum non riguarda le ferrovie in concessione gestite da Atac, cioè la Roma-Lido, Roma-Civita Castellana-Viterbo e Roma-Giardinetti, la cui proprietà ricade nelle competenze della Regione Lazio. 

La Regione a tal proposito ha già dichiarato nel 2017 di voler mettere a gara la Roma-Lido e la Roma-Viterbo il cui contratto di gestione con Atac scadrà il 30 maggio 2019. Per la Roma-Giardinetti è in corso la cessione della proprietà al Comune di Roma, di cui trovate dettagli nel mio blog Sferragliamenti dalla Casilina.

Secondo i Radicali, promotori del referendum, l’apertura ad una pluralità di gestori servirà a rompere il monopolio che Atac ha sulla città di Roma. In particolare si ritiene che il rapporto così stretto tra il primo azionista, ossia il Comune, e l’azienda abbiano ormai portato a scelte infelici guidate dai bisogni politici della giunta di turno che sono ricadute in seguito sulle spalle dei cittadini.

Attraverso il “Sì” si avrebbe quindi un rapporto regolato da un contratto di servizio e non dalla politica, mantenendo comunque in mano la programmazione del servizio e la tariffazione.

Secondo i diversi comitati oppositori, il problema dei trasporti romani dipende prioritariamente da uno scarso sviluppo infrastrutturale. La mancanza di metropolitane, tramvie e corsie riservate agli autobus ha determinato l’accumularsi di un debito che è ricaduto, a causa di politiche discutibili, sull’Atac. 

Chiunque sia il gestore, fintantoché gli autobus saranno bloccati nel traffico il servizio continuerà ad essere poco perfomante.

Attraverso il “No” si avrebbe quindi la possibilità di controllare le perdite, evitando gli aumenti sulla tassazione o sulle tariffe che altri operatori potrebbero richiedere a causa di una rete di trasporto pubblico intrinsecamente inefficiente.

Vi lascio nell’infobox tutti i link ai comitati per approfondire ulteriormente gli argomenti per il “sì” e per il “no”.

Le votazioni si svolgeranno esclusivamente l’11 novembre 2018, dalle 8:00 alle 20:00. Hanno diritto al voto tutti cittadini iscritti nelle liste elettorali di Roma Capitale. Si vota portando al proprio seggio la tessera elettorale e un documento di identità valido.

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Roma Trasporti News


Commenti

Anonimo ha detto…
in quanto iscritto a radicali roma confesso che sono "di parte", mi devo però congratulare per quella che mi sembra un ottimo servizio di informazione.
Massimo C.
Andrea Castano ha detto…
Grazie, di cuore. Abbiamo scelto di non dare alcuna indicazione sul voto, sebbene il nostro punto di vista sia abbastanza palese.
Ma qui no, qui tifiamo solo perché si vada a votare