Referendum: Le ragioni del Si e le ragioni del No



Manca meno di un mese al Referendum che chiederà ai cittadini romani un'opinione sulla liberalizzazione del trasporto pubblico. Riassumiamo le ragioni dei due comitati, in modo che tutti si possano fare la propria idea






Le ragioni del Sì



"L'idea di questo referendum è venuta dopo anni di annunci da parte dei sindaci, di tutti i colori politici, che promettevano il risanamento contabile e il rilancio del servizio di Atac. 

Nessuno però è stato in grado di farlo perché non ha toccato il nodo che noi cerchiamo di scardinare con questo referendum, quello del rapporto tra controllore e controllato, in questo caso la stessa entità visto che Atac è un'azienda al 100% del Campidoglio", spiega Riccardo Magi, parlamentare di +Europa e segretario di Radicali Italiani.


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"Con la messa a gara del servizio - aggiunge - cerchiamo di superare questo problema. In questo mese proveremo a raggiungere più cittadini possibile, informandoli che possono esprimere in modo democratico e partecipativo la loro voglia di cambiare la città. 

Registriamo invece il silenzio da parte dell'amministrazione Raggi, probabilmente per paura che nel voto ci sia anche un giudizio sul loro operato sul trasporto pubblico".


Le ragioni del No



Per il comitato 'Mejo de No', replica Julian Gareth Colabello: "La ragione del voto contrario si fonda sulla domanda su quale modello di gestione vogliamo del trasporto, noi affermiamo che debba essere pubblica. 

Questo non significa che Atac vada bene, potrebbe essere anche cancellata e rifatta la società ma pensiamo debba rimanere comunque pubblica". 


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Poi sottolinea: "Ci atteniamo al nostro principio che i beni comuni devono essere gestiti dal pubblico. 

In questo ultimo mese intensificheremo la campagna social e lanceremo un appello a tutti gli amministratori di Roma a votare No, partendo da principio che dovrebbero evitare di privare la città di beni pubblici". 

Da Agi.it

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