Atac vieta la campagna referendaria



Oggi pomeriggio mi sono imbattuto in una notizia gustosa, che mi ha lasciato un pò interdetto. Secondo quanto riporta Roma Today, il comitato referendario per il SI avrebbe chiesto ad Atac spazi pubblicitari sugli autobus, ma la società di trasporto capitolina ha declinato l'offerta.



Scelta giusta? Secondo me no, è un pò come se ad un condannato a morte per impiccagione chiedessi di portarsi la corda ed il sapone, non puoi pensare che questo accetti.

Cosa è successo?: Referendum Atac, comitato per il si chiede spazi di pubblicità sui bus: "L'azienda ha detto di no"

Che poi questo ragionamento passa per l'equivoco più grande su cui si basa questo Referendum, alla base del dibattito (almeno sui social) vedo molto diffusa la non conoscenza dei termini e della differenza enorme in ambito pubblico tra liberalizzazione e privatizzazione.

Tempo fa abbiamo fatto un piccolo sondaggio, dove appariva evidente questa non conoscenza - questi sono i numeri - e la percezione diffusa è che ci sia un Referendum pro o contro Atac.

Nel quesito non c'è alcuna traccia di Atac, leggere per credere:
"Volete voi che, a decorrere dal 3 dicembre 2019, Roma Capitale affidi tutti i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e su rotaia mediante gare pubbliche, anche a una pluralità di gestori e garantendo forme di concorrenza comparativa, nel rispetto della disciplina vigente a tutela della salvaguardia e la ricollocazione dei lavoratori nella fase di ristrutturazione del servizio?"
In sostanza il referendum si pone l'obiettivo di superare l'affidamento in house mettendo a gara tutti i servizi di trasporto pubblico relativi al Comune di Roma: autobus, tram, filobus e metropolitane, con l'esclusione delle ferrovie concesse Roma-Lido, Roma-Civita Castellana- Viterbo, Roma-Centocelle-Giardinetti, delle ferrovie regionali e degli autobus extraurbani Cotral, che sono di competenza strettamente regionale

Per approfondire: Riflessioni sulla liberalizzazione del Trasporto pubblico

Secondo Mercurio Viaggiatore la spiegazione è un'altra: "Atac sta alla canna del gas e già in passato ha accettato pubblicità "autolesioniste" per racimolare soldini, probabilmente qui i motivi sono altri, per esempio possibili rischi di atti vandalici nei depositi per esempio, o spazi pubblicitari indisponibili perché già venduti ad altri clienti.

Ricordate la campagna elettorale di Alfio Marchini?






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Commenti

Anonimo ha detto…
Scelta giusta? Secondo me no, è un pò come se ad un condannato a morte per impiccagione chiedessi di portarsi la corda ed il sapone, non puoi pensare che questo accetti.

Ti sei contraddetto e non lo capisci, hai scritto " secondo me no " e tu vorresti che l'Atac facesse la pubblicità alla campagna pubblicitaria per levargli il trasporto cioè il lavoro ! Ma tu che lavoro fai ? imprenditore cioè evasore o ambisci ad entrare in qualche azienda…..
Andrea Castano ha detto…
Scusami, forse mi sono espresso male, la scelta non è quella di Atac, ma ovviamente del Comitato del SI.
Naturalmente se leggi il resto del post è spiegato chiaramente