Tramvia TVA, i commercianti lamentano la desertificazione di via Nazionale: chi è causa del suo mal pianga sé stesso
Tra gli inserti estivi, trova spazio sui quotidiani locali la lamentela dei commercianti di via Nazionale, che denunciano una desertificazione sempre più spinta: sempre meno negozi, serrande abbassate, fatturato ai minimi termini. Nei locali aperti i com
Tra gli inserti estivi, trova spazio sui quotidiani locali la lamentela dei commercianti di via Nazionale, che denunciano una desertificazione sempre più spinta: sempre meno negozi, serrande abbassate, fatturato ai minimi termini.
Nei locali aperti i commessi attendono clienti che non arrivano, in altri le serrande sono già state abbassate per sempre. Già nel 2022 il fenomeno era evidente: secondo un'inchiesta del Corriere della Sera erano circa 45 i negozi chiusi, oltre un terzo delle attività presenti sulla strada. Nel 2026 Roma Today riporta di altri 13 negozi sfitti. Un vero e proprio stillicidio che si tocca con mano.
Le motivazioni sono diverse e si sommano:
effetti del Covid, che hanno accelerato la crisi del commercio tradizionale nel centro storico;
calo dello shopping tradizionale, sostituito in parte da e-commerce e nuovi modelli di consumo;
costi elevati degli immobili commerciali e difficoltà nel trovare nuove attività disposte a subentrare;
degrado urbano e manutenzione insufficiente, con marciapiedi, arredo urbano e spazi pubblici percepiti come poco curati;
mancanza di un progetto organico di rilancio per una strada che vive anche di passaggio pedonale e attrattività urbana.
Chi è causa del suo mal pianga sé stesso
Ecco, proprio sugli ultimi due aspetti, i commercianti hanno dimostrato una strenua resistenza a qualsiasi tipo di cambiamento dell'assetto stradale. Una riorganizzazione che è ampiamente prevista dal progetto della TVA, la tramvia Termini-Vaticano-Aurelio che è stata congelata proprio sulla parte di via Nazionale a seguito delle proteste dei commercianti e gli oltre 100 articoli avversi del 2023 de Il Messaggero.
Come per il caso del vicino rione Monti, dove i cittadini hanno affossato il progetto dell'Isola Ambientale salvo poi invocare oggi una nuova ZTL, anche su via Nazionale i commercianti non possono incolpare altri se non sé stessi.
I soldi c'erano, il progetto pure e anche una fase partecipativa: aver rifiutato tutto questo, portando il tram al definanziamento parziale, significa essersi scavati la fossa da soli.
L'infomobilità di Odissea Quotidiana su Roma Trasporti News 24