Perché la metro C di Roma è senza conducente?
Metro C di Roma, come funziona la guida automatica e perché la linea non riesce ancora a sfruttarne tutte le potenzialità.
Con l'arrivo al Colosseo la metro C ha raggiunto una seconda "maturità" venendo scoperta da altri 15mila utenti aggiuntivi al giorno grazie all'interscambio alla linea B.
Inoltre la stazione del Colosseo è immediatamente diventata un vero e proprio polo turistico, che unisce la scoperta archeologica all'esperienza di una metropolitana modernissima senza conducente.
La scelta di questa tecnologia sulla metro C
La storia della terza metropolitana è in realtà slegata dalla tecnologia della sua guida.
Originariamente, infatti, la metro C doveva essere una linea a conduzione tradizionale, che nasceva dall'ammodernamento della Roma-Pantano.
Fu poi nei primi anni '2000 che la giunta regionale Storace impose la conduzione automatica quale condizione essenziale per accedere al finanziamento della Regione Lazio al 18% della linea.
Si decise così, dopo aver appena ristrutturato la Roma-Pantano, di chiudere nuovamente la linea per consentire i nuovi lavori di ammodernamento, stavolta per la metropolitana automatica.
(Per approfondire la storia della metro C)
Il sistema automatico
Il sistema che gestisce i singoli convogli della metro C di Roma è detto ATC (Automatic Train Control), composto di diversi sottosistemi, che permettono un funzionamento del tutto automatico. L’ATC è composto da tre sottosistemi principali. Il primo è l’ATP (Automatic Train Protection), che controlla la velocità e la distanza tra i treni, imponendo i limiti necessari per evitare situazioni di rischio. Il secondo è l’ATS (Automatic Train Supervision), che supervisiona l’esercizio e regola la circolazione dei treni in base al servizio programmato. Il terzo è l’ATO (Automatic Train Operation), che gestisce la marcia automatica: accelerazione, frenata e fermata in stazione.
(Per approfondire su chi guida davvero la metro C)
Il confronto con la guida tradizionale
La metropolitana a conduzione automatica permette di avere diversi benefici, non solo in termini di risparmio di utilizzo del personale.
La computerizzazione permette, infatti, di ottimizzare frenate e le frequenze, con i treni in grado di autoregolarsi rispetto all'orario di esercizio. Così facendo, si ottiene un risparmio energetico di circa il 20% e si garantisce maggiore adattabilità della linea al flusso di passeggeri.
Inoltre, non avendo un conducente a bordo, i treni possono essere “parcheggiati” nei tronchini per essere poi “richiamati” in servizio, se richiesto.
Altro vantaggio è la presenza di porte anche sulla banchina, che si aprono solo in presenza del treno, non rendendo possibile la caduta di oggetti o passeggeri sui binari.
Un risparmio non da poco è generato dall’assenza del personale sui convogli e in officina, dove anche la manutenzione ordinaria è affidata all’ATC. L’altra faccia della medaglia si rivela però nelle situazioni di emergenza, che un conducente a bordo potrebbe gestire in maniera più agevole ed efficace.
La guida autonoma si dimostra quindi un sistema affidabile, sicuro e persino vantaggioso nel lungo periodo, motivi per i quali è una scelta che sempre di più ritroviamo nelle metropolitane moderne in Europa e non solo.
Perchè la metro C funziona così male?
Perchè, dunque, la metro comunque ha così tanti problemi e una frequenza da treno regionale? La motivazione è abbastanza semplice: parliamo di una linea di 21 km che ha disposizione solo una flotta di 13 treni.
Questi treni, inoltre, sono in fase di revisione generale dei carrelli, con un'ulteriore riduzione dei mezzi disponibili.
I 17 nuovi treni sono stati ordinati da circa un anno e attualmente sono in costruzione presso lo stabilimento Hitachi di Reggio Calabria. Solo dopo l'arrivo dei nuovi treni sarà possibile sfruttare al massimo le potenzialità della metropolitana automatica.