Metro C: 10 anni della linea più antica e moderna di Roma

Il 9 novembre 2014 il primo viaggio tra Centocelle ePantano. La destinazione? Il futuro.

09 novembre 2024 07:00
Metro C: 10 anni della linea più antica e moderna di Roma -
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Alle 5:30 del mattino di 10 anni fa la terza linea dellametropolitana di Roma era nata. Una partenza sofferta e con molti vagiti, tral’allora sindaco Marino che si era “incatenato” al MIT per avere gli ultiminulla osta e la prima corsa che fu terminata anticipatamente all’ombra dei DueLeoni a causa di un guasto tecnico.

Ma la storia della metro C è ben più lunga di così:ripercorriamo insieme la linea più antica e moderna di Roma.

Anno Domini 1962. Il Comune di Roma approva il primo PianoRegolatore Generale moderno, inserendo il tracciato della futura linea A maanche della nuova linea G, che dovrebbe essere costruita sfruttando in largaparte il tracciato dell’esistente ferrovia Roma-Fiuggi-Alatri: lungo il cordoneombelicale del trenino di via Casilina erano cresciuti negli anni precedenti interiquartieri, dall’ex villaggio Breda agli insediamenti abusivi, ai palazzoni diTor Bella Monaca. Un peso antropico che la sola ferrovia economica del 1916 nonpoteva più sostenere, al punto di ipotizzarne la parziale trasformazione inmetropolitana già negli anni ‘30.

Parte del tunnel, tra il Casilino e il Tuscolano fu effettivamenterealizzato per dare lavoro alla povera Italia del dopoguerra,senza che però sia mai stato percorso da un treno.

Il nuovo PRG, dicevamo, fu dirimente per rimettere a fuocol’ambizioso progetto: negli anni 80’ la società Intermetro progettò la linea G,ipotizzando una convivenza tra il trenino e la futura metropolitana suglistessi binari, ma separati dal traffico privato. Per avviare taleammodernamento furono concessi i finanziamenti della Legge 910/1986 con nuovibinari per la tratta esistente e l’acquisto nuovi treni simil-metropolitana:parliamo degli ETR820 della Firema, molto simili per concezione ai convogliurbani della ferrovia Roma-Viterbo.

Nel 1995 il Comune approvò l’Agenda dei Trasporti Pubblici(DCC 349/1995), individuando la tratta Ottaviano-San Giovanni dellaridenominata linea C quale prioritaria per il Giubileo: la successivaConferenza dei Servizi del 1997 fece sfumare l’obiettivo di aprire la linea perl’Anno Santo, ma il sogno restò.

Nel 1999 il Comune divise la linea in tratte funzionali, ilsuccessivo PROIMO (Programma Integrato della Mobilità) e l’ingresso nelperimetro della Legge Obiettivo (443/2001) accelerarono i tempi, imponendoanche la guida automatica: nel 2005 venne avviata la gara di realizzazionea Metro C Spa e il 17 maggio 2006 aprirono i cantieri della prima tratta.

Dopo anni di lavori, attese e contenziosi, il 9 novembre2014 partiva il primo treno della linea automatica di Roma. Il successivo 29giugno 2015, per i santi Pietro e Paolo patroni di Roma, il servizio è stato estesoda Centocelle a Lodi; il 12 maggio 2018 è stato finalmente centrato il nodo diSan Giovanni. A tendere per ottobre 2025, durante il suo secondo Giubileo, la metroC verrà prolungata fino al Colosseo, ma la strada da fare è ancora tanta.

Ad inizio 2026, a vent’anni dai primi cantieri, partiranno ilavori della delicata tratta del Centro Storico, per la quale il Governo haconcesso i necessari finanziamenti. Con l’approvazione del progetto esecutivo arriveranno anche gli ulteriori 17 treni previsti, che potenzieranno finalmente lafrequenza della linea esistente: il traguardo per arrivare alla Farnesina è previsto per il 2035. E poi ancora lo sguardo proteso verso la Cassia, conl’interscambio (sperato) a Giuochi Istmici e (previsto) alla Giustiniana.

Tante sono le ambizioni della metro C, la linea più antica emoderna dell’Urbe, gioia e cruccio dei romani, sogno e speranza dei pendolari.


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