La nuova infrastruttura ciclabile potrebbe diventare la prossima estate un parcheggio a cielo aperto. Serve il potenziamento del 660.
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No, non stiamo parlando delle surreali polemiche contro la realizzazione dell'itinerario, ma di invasioni improprie che potrebbe danneggiare la pista e renderla inutilizzabile.
È il caso del passaggio in via dell'Almone, dove il GRAB è stato realizzato riducendo la carreggiata e con un nuovo marciapiede rialzato.
Nella realtà nulla si è verificato e il progetto è perfetto, almeno sulla carta.
Quello di cui però non si è tenuto conto è la presenza dello stabilimento Egeria, a metà della strada, che d'estate diventa protagonista del Parco Appio, una kermesse di eventi all'aperto aperti a giovani e famiglie.
Chi abita nella zona sa bene che il parcheggio privato dello stabilimento non riesce ad ospitare tutte le automobili, che ben presto vengono lasciate sulla carreggiata di via dell'Almone parcheggiando ambo i lati in maniera illegale.
Ora il rischio è che questo scenario si ripeta sul nuovissimo GRAB, che finirebbe danneggiato dal montare delle macchine sul marciapiede.
Per evitare questo problema la soluzione è a portata di mano: sfruttare il parcheggio di Arco di Travertino per portare le persone con l'autobus 660 allo stabilimento Egeria.
Un prolungamento notturno della linea, che attualmente termina alle 20:45, potrebbe dare una prima risposta concreta: ciò andrebbe comunicato con una adeguata campagna d'informazione a partire dal parco Appio stesso per spingere le persone di venire con l'autobus.
Il trasporto pubblico è realmente efficace non solo quando viene utilizzato per gli spostamenti casa-lavoro ma anche per il tempo libero e, in questo caso, per rendere più sostenibile la movida.
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