Rete bus periferica: che fine hanno fatto i nuovi bus?

A quasi un anno dall’ingresso di SAP, BIS e Tuscia, non sivedono i miglioramenti prospettati.

20 maggio 2025 11:00
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È passato quasi un anno dal lontano agosto del 2024, quando debuttarono SAP, BIS e Autoservizi Tuscia nella gestione della rete bus periferica

Dopo un avvio con molti chiari di luna, sfociati in una contesa trale ditte private e il Campidoglio, l’arrivo dei primi nuovi bus King Longdotati di aria condizionata durante il mese più torrido dell’estate sembravaessere una speranza per i tanti pendolari della periferia estrema di Roma.

Rispetto al debutto dei 45 bus ibridi, di cui 13 per illotto est di SAP e 32 per il lotto ovest di BIS e Autoservizi Tuscia, poco o nulla ècambiato: da agosto sono entrati in servizio solo 3 King Long elettrici di BIS e siamo ben lontani dagli ambiziosi obiettivi posti dal Campidoglio e accettati dallesocietà private in sede di offerta.

A tal proposito, a seguito di un nostro accesso agli atti,avevamo appreso che le società SAP e BIS avrebbero dovuto mettere in servizio altri 100 bus elettrici entro marzo 2025, di cui ad oggi non si è vista l’ombra.

Nonostante l'attenzione della Commissione Mobilità su questo delicato tema, nulla è stato più fatto nésui nuovi mezzi, né sulle tessere di libera circolazione per gli autisti costretti a pagarsi l’abbonamento Metrebus. 

Per questa ragione Giovanni Zannola ha convocato una nuova seduta della commissione per la giornata di domani, durante la quale verranno chieste spiegazioni rispetto alle promesse non mantenute.



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