Aumenti Metrebus: perché non siamo d’accordo con l’incremento dei soli ticket turistici
La manovra tariffaria incompleta rischia di non incrementaregli incassi da bigliettazione.
Come ormai ben definito, dal 1° luglio sarà attuata parzialmente la manovra tariffaria per l’aumento del prezzo dei biglietti Metrebus. Gli incrementi riguarderanno solo i biglietti giornalieri eplurigiornalieri, ovvero i ticket tradizionalmente associati ai pendolari-turistidella città, secondo lo schema sottostante:
- Roma24h, da 7,00€ a 8,50€, ovvero da 5 a 6 BIT;
- Roma48h, da 12,50€ a 15,00€, ovvero da 8 a 10 BIT;
- Roma72h, da 18,00€ a 22,00€, ovvero da 12 a 15 BIT;
- CIS, da 24,00€ a 29,00€.
Altri aumenti riguarderanno la controparte dei biglietti giornalierie plurigiornalieri del Metrebus Lazio, proporzionalmente alle zone copertedalle tratte.
Una manovra, a nostro modo di vedere, decisamente parzialeche rischia di non essere incisiva sugli incassi di Atac, Cotral e Trenitalianella misura attesa: di contro l’inflazione e l’aumento dei costi dell’energianon si sono mai fermati dall’inizio dell’invasione russa, con i bilanciaziendali potenzialmente sempre più esposti alle perdite. Da una parte la Regione Lazio ha ottenuto dal Governo un aumento stabile della quota del Fondo Nazionale Trasporti per Roma, ma non è detto che i basteranno, soprattutto invista del sostanziale incremento di produzione legato alle nuove tramvie cittadine e all’intensificazione del servizio sulla linea C.
A dirla tutta, neanche la versione precedente della manovra tariffaria ci convinceva appieno, trattandosi di un mero aumento generalizzatodel 33% dei biglietti al netto degli abbonamenti che sarebbero rimastipraticamente invariati.
In analogia a quanto già in vigore nelle grandi capitalieuropee, riteniamo che sia necessario introdurre una differenziazione tariffariaanche all’interno di Roma, dove con un biglietto singolo è possibile percorreretratte brevi, così come attraversare la città da parte a parte. C’è anche il tema irrisolto di Atac, l’unica azienda del Metrebus a non disporre di titoli di corsa singola proprietari, che pertanto deve ripartire i propri incassi conCotral e Trenitalia anche se i passeggeri non utilizzano i mezzi regionali.
Insomma, serve una profonda revisione del sistema Metrebus edei rapporti che intercorrono tra le aziende che lo formano, che potrebbesostanziarsi già attraverso l’introduzione nuovi titoli di viaggio. Parliamo,ad esempio, del BIT di corsa singola, valido per una sola corsa in metro o inautobus che potrebbe costare la metà di un biglietto tradizionale, oppureancora del BIT ridotto, valido solo sulla rete Atac e non sui mezzi Cotral e Trenitalia,che potrebbe costare due terzi del normale BIT integrato.
La manovra tariffaria non dovrebbe riguardare solo il trasportopubblico, ma anche i servizi di sosta ad esso complementare. Riteniamo che l’abbonamentoMetrebus non possa dare seguito alla completa gratuità dei parcheggi discambio, ad esempio, visto l’uso improprio che i residenti del quartiere Trieste stanno facendo dei nodi di S. Agnese/Annibaliano, Conca d’Oro e Jonio, ormai diventati parcheggi pertinenziali.
Per risolvere questo tema si potrebbe limitare la gratuitàdella sosta continuativa alla sola giornata di servizio: dopodiché al proprietariodel veicolo dovrebbero essere attribuite delle penali per ogni giornosuccessivo al primo di sosta continuativa.
Medesimo discorso riguarda le strisce blu, sulle quali non c’èuna differenziazione per zone netta delle tariffe e dove vige ancora l’assurda scontisticadella sosta per 8 ore a 4 euro che ingessa il meccanismo di rotazione deiveicoli.
Temi che meritano riflessioni serie, che vanno al di làdella propaganda che si è vista negli ultimi mesi nello scontro politico tra ilComune di Roma e la Regione Lazio.