Atac: la giunta approva le linee guida nel nuovo contratto di servizio

Il documento rappresenta il primo passo per la stesura delnuovo accordo economico tra Roma Capitale e Atac.

14 ottobre 2024 11:00
Atac: la giunta approva le linee guida nel nuovo contratto di servizio -
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Con una deliberazione, la Giunta di Roma Capitale ha approvato lelinee guida in base alle quali dovrà essere scritto il nuovo contratto diservizio tra Comune e Atac. Il documento, consultato in anteprima daOdissea Quotidiana, ha confermato sostanzialmente le previsioni contenute nellaDAC 159/2023 e nel Piano Economico Finanziario simulato (PEFs) 2024-2027, puressendo trascorso un anno rispetto al termine originale del contratto cheprevedeva, per l’appunto, la stipula entro il 1° gennaio 2024.

Secondo gli obiettivi posti, ricordiamo, Atac dovrebbe aumentare il servizio dai 129 milioni di vetture-km attuali a 140,1 nell’annocorrente, quindi 147,1 durante il 2025, 153,6 nel 2026 e, infine 161,3 milionidi vett-km nel 2027.

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Tale obiettivo sarà perseguito, si legge, mediante l’aumentodella produzione del +39% delle metropolitane, soprattutto con l’intensificazionedel servizio della metro C, quindi anche con l’aumento del servizio sulle retifilobus e tram di +1 milione di vett-km all’anno.

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La palla passa ora ai municipi, all’ACoS (Agenzia ControlloServizi Pubblici locali) e agli altri enti interessati, che dovranno esprimereil proprio parere sulle linee guida: il passaggio successivo sarà l’approvazionedel contratto in Assemblea Capitolina e la stipula dell’atto con Atac.

Stando a fonti vicine al Campidoglio, l’Assessore Patanéstarebbe spingendo per contrarre quanto più possibile i tempi ed evitare un’ulteriore proroga del contratto attuale oltre il 31 dicembre 2024: in base alle normativeanticorruzione, il nuovo contratto infatti dovrà essere esposto e congelato per60 giorni sul portale dell’ANAC, perciò i tempi sono strettissimi.

Considerando anche lo scontro politico sull’aumento delcosto del biglietto, nel nuovo contratto sarà inserita l’opzione “nucleare” di cancellare tutte le agevolazioni di cui fruiscono 166mila romani, in caso di mancato finanziamento da parte della Regione Lazio.

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