Trenitalia: il caso del Frecciargento in anticipo sul ritardo

Qualche parola sul caso dell'8556 e sul perché si sonocreati i disagi.

12 novembre 2024 11:00
Trenitalia: il caso del Frecciargento in anticipo sul ritardo -
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È balzato all’onore delle cronache il caso del FrecciargentoRoma-Genova 8556, che nella giornata di ieri è partito con 50 minuti di anticipolasciando diversi passeggeri a terra.

L'ennesimo disservizio sulle ferrovie italiane, che haspinto le opposizioni al fuoco incrociato nei confronti del ministro deitrasporti Salvini, che ha chiesto "spiegazioni convincenti" aivertici delle FS.

A costringere Trenitalia all'anticipazione d’orario sarebberostati i lavori in corso da giovedì scorso presso la stazione Settebagni, dovela sostituzione dei deviatoi ha ridotto la capacità della Direttissima. La stessa azienda aveva avvisato che: "I treni Alta Velocità Frecciarossa e Frecciargento circolanti tra Roma e Firenze sulla linea AV, dall’8 al 10 novembre, subiscono variazioni d’orario, modifiche di percorso con la cancellazione della fermata di Roma Tiburtina o cancellazioni".

 Perricentrare il treno sullo lo slot orario concesso da RFI, durante il quale nonsono presenti gli operai a lavoro, Trenitalia avrebbe operato in mattinata lascelta di anticipare la corsa avvisando i viaggiatori mediante lo smart caring.

Sulla carta, dunque, il caso non sarebbe dovuto mai nascere,al netto del disagio per i viaggiatori di doversi presentare con un'ora dianticipo in stazione.

 

COSA È ANDATO STORTO

In base all’attuale impianto normativo attuale, le impreseferroviarie non possono imporre al viaggiatore l’obbligo di fornire un canaledi contatto al momento di acquisto del biglietto.

Questo, ad esempio, non avviene per le compagnie aeree, doveil cliente è tenuto a fornire l’indirizzo mail e il numero di telefono e deveaccettare che i propri dati possano essere trattati per lo smart caring in casodi necessità: la mancata accettazione di queste condizioni non consente al clientedi acquistare il biglietto.

Da ciò si evince cosa è andato storto col Frecciargento 8556:poiché una gran parte dei viaggiatori non aveva accettato di essere ricontattato,lo smart caring di Trenitalia non ha potuto raggiungere la clientela che,giunta in stazione, si è trovata col treno già partito. Trenitalia ha cercato comunque di riproteggere i viaggiatori su treni alternativi o mediante il rimborso del biglietto.

Una falla, dunque, che non è attribuibile direttamente né aTrenitalia, né al Ministro dei Trasporti, ma il caso sottolinea come sianecessario che il Parlamento legiferi a riguardo. In un’epoca di tecnologie esmartphone la corsa in treno deve essere considerata alla stregua di un voloaereo, con tutti i servizi annessi e connessi, tra cui lo smart caring al qualeil viaggiatore deve essere obbligato a aderire.

Solo con una corretta informazione sarà possibile superarela difficile fase dei lavori PNRR di potenziamento delle ferrovie, chedureranno fino a giugno del 2026.


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