Nuovi mezzi Atac: con il quinto d’obbligo possibili 169 bus e 24 tram addizionali

Le gare attivate per il Giubileo 2025 e il PNRR hanno un marginedi ampliamento non trascurabile per la nuova flotta Atac.

05 ottobre 2024 12:00
Nuovi mezzi Atac: con il quinto d’obbligo possibili 169 bus e 24 tram addizionali -
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Gli investimenti in corso sul trasporto pubblico di Romahanno una portata che non si vedeva da almeno 30 anni: tra risorse ministeriali, delPNRR e dei DPCM Giubileo sono più di un miliardo gli euro investiti sulla mobilitàdella Capitale.

Limitando il focus ai soli nuovi veicoli, è previsto da qui al 2025l’arrivo di 739 autobus e dei primi dei 121 tram CAF, oltre ai 30 treni Hitachi per le metro A e B.

È proprio su quest’ultima gara che Roma Capitale ha attivatol’opzione del quinto d’obbligo, aumentando il numero di treni che sarà consegnato da 30 a 36.

Nell'ambito dei contratti pubblici, il quinto d'obbligo (osesto quinto) è un’opzione prevista dalla legge secondo la quale il vincitore diuna gara ha l'obbligo di soddisfare le richieste della stazione appaltante inaumento o in diminuzione, purché contenute entro un quinto (il 20%) dell’importocomplessivo dell'appalto, senza poter sottrarsi a tale obbligo pretendendoparticolari indennità.

Avvalendosi di questa opzione, Roma Capitale ha aumentato ilnumero di convogli che saranno costruiti per le linee A e B, ma questapossibilità potrebbe essere estesa anche alle altre gare di fornitura diveicoli ancora in corso.

Guardando agli autobus, che sono in numero maggiore, l’attivazionedel quinto d’obbligo sulla fornitura dei 110 autobus Solaris da 18 metri potrebbeportare sulle strade 22 autobus addizionali. A questi si potrebbero sommare iquinti possibili sulla fornitura dei 322 bus a metano, cioè altri 65 mezzi, edei 411 bus elettrici, per ulteriori 82 veicoli. Sommando queste tre componentisi potrebbero avere 169 nuovi autobus in tempi rapidi, proprio perché svicolatidalla necessità di procedere ad ulteriori gare d’appalto.

Stesso discorso è applicabile per il 121 tram CAF Urbos, chepotrebbero diventare 145 esercitando l’opzione prevista dal codice deicontratti.

Caso diverso riguarda la fornitura dei 17 treni per la metro C, la cui costruzione è legata all’affidamento della tratta T2 all’attualecontraente generale e che seguono una disciplina speciale definita dalla cosiddetta Legge Obiettivo.

Tutti numeri, quelli sopracitati, dal carattere puramenteindicativo e che potrebbero non concretizzarsi se non dovessero esserci finanziamentisufficienti o impulsi da parte di Roma Capitale e Atac. Ad esempio la fornitura dei 322 bus a metano è finanziata per i primi 244 veicoli, mentre i restanti 78 potranno essere acquistati solo in caso di autofinanziamento da parte di Atac: esercitare il quinto d'obbligo per gli ulteriori 65 bus implicherebbe uno sforzo economico importante per l'azienda. Stesso discorso vale per i tram, dove su 121 mezzi previsti da accordo quadro gli ultimi 15 saranno da comprare in autofinanziamento Atac.

Tuttavia, noi speriamo,come avvenuto per la fornitura dei treni per le metro A e B, che tutte leopzioni di sesto quinto vengano almeno parzialmente esercitate. Soprattutto nelcaso dei tram, che potrebbero potenziare di molto il servizio sia sulla reteattuale sia su quella futura, consentendo finalmente la completa sostituzione dei tram Cityway Roma II del 1999/2000, i più nuovi della rete romana ma anche i più onerosi e problematici in termini di manutenzione.

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