Diciamo basta alla campagna stampa contro i tram di Roma

Abbiamo voluto ribadire ancora una volta la nostra ferma avversione alla campagna stampa condotta in questi giorni da alcune testate giornalistiche.

09 agosto 2023 12:00
Diciamo basta alla campagna stampa contro i tram di Roma -
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Dopo giorni di continui articoli contro i tram esistenti e di futura costruzione a Roma, abbiamo voluto ribadire ancora una volta la nostra ferma avversione alla campagna stampa condotta in questi giorni da alcune testate giornalistiche.

Nonostante i ripetuti attacchi alle attuali linee tram romane ed ai progetti finanziati che Roma Capitale sta portando avanti in questi mesi, l'amministrazione ha confermato - nel corso della Commissione Capitolina congiunta Urbanistica e Mobilità del 4 agosto 2023 - la volontà di realizzare le opere tramviarie nei tempi previsti dai cronoprogrammi.

Vista l'incessante campagna di stampa che anima le pagine di alcuni quotidiani romani ormai da alcune settimane - dopo aver già espresso la nostra opinione nelle scorse settimane ed aver riportato le parole del Centro Studi sulla Mobilità (CeSMoT) - abbiamo deciso di tornare sulla tematica in un comunicato congiunto con l'Osservatorio Regionale sui Trasporti, Legambiente Lazio, ed Assoutenti - Utenti del Trasporto Pubblico.

Di seguito il testo del comunicato:

La campagna di stampa anti-tram portata avanti da alcunetestate giornalistiche, anzi, da una sola, è arrivata ad arruolare la SocietàItaliana di Neuropsicofarmacologia con l’argomento, per il quale peraltro era sufficienteun qualsiasi maestro elementare anche precario, che l’aumento del rumoreprovoca disturbi fisici e psichici sull’apparato cardiovascolare e sullostress.

Sarebbe interessante sapere nelle città in cui è stato reintrodottoil tram in questi anni quale incremento di infarti ci sia stato, in particolaredifferenziandone l’evoluzione, ad esempio a Parigi, tra St. Denis (il primodove tornò il tram trent’anni fa) ed il vicino Blanc-Mesnil (dove il tram non èancora arrivato), e, complessivamente la differenza tra le 272 città europee incui è attiva una rete tranviaria e le altre. Inoltre, se a Losanna, Liegi,Copenaghen (e Bologna) dove esso è in corso di reintroduzione il problema siastato ben ponderato.

Suvvia, caro Messaggero, non pensi che il decesso al giornoche provocano le auto private, aggiunto all’inquinamento da pm10 e 2,5 che essecausano ammorbando Roma da una vita e creando malattie polmonari croniche cheaffliggono soprattutto i bambini, siano un problema più grave? Dovremmo far continuaread occupare alle auto (più di una per abitante) l’83% dello spazio pubblico, ecioè di tutti noi e permetter loro, quando si muovono, di intasare le stradeper percorrere meno di 5 km, una distanza che si potrebbe tranquillamente fareanche a piedi, che tra l’altro farebbe pure bene alla salute? O recuperare in treanni un ritardo di 150 nella costruzione della rete metropolitana, che comunqueha una diversa funzione trasportistica, magari in attesa di una nuova campagnadi stampa sulla pericolosità di esse?

Una preghiera: anziché in campagne paradossali,incomprensibili (forse) e fuori tempo, continua ad occuparti con la serietà concui lo stai facendo dei problemi delle ferrovie nel Lazio di questa estate, econsentici di muoverci a Roma come in Regione in maniera un po’ più degna diuna capitale europea, altrimenti perdi di credibilità anche nelle inchiesteserie. Grazie.

Comunicato congiunto Osservatorio Regionale sui Trasporti, Legambiente Lazio, Odissea Quotidiana, Assoutenti - Utenti del Trasporto Pubblico

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