Ferrovie: SNCF lancia la sfida sull’alta velocità ma senza depositi il debutto resta lontano
SNCF verso l’alta velocità in Italia, ma manca un deposito: pochi spazi disponibili e nodi da sciogliere per l’ingresso sul mercato.
Secondo quanto emerso, SNCF starebbe valutando due strade: utilizzare infrastrutture già esistenti oppure realizzare nuovi impianti dedicati. La seconda ipotesi appare però più complessa sia per i tempi necessari sia per l’entità degli investimenti richiesti. Per questo motivo la soluzione preferita resta quella di trovare spazi già esistenti sulla rete ferroviaria.
Ad oggi, l’unico spiraglio concreto sembrerebbe essere quello di Milano Porta Garibaldi dove RFI si è impegnata a consentire l’uso dell’impianto per cinque ore al giorno, dal venerdì al lunedì. Una disponibilità assolutamente non sufficiente per un’azienda che ha intenzione di operare 7 giorni su 7.
Le altre ipotesi sul tavolo sarebbero i poli di Milano Fiorenza, Milano Martesana e Napoli Gianturco. Tuttavia, a Milano Fiorenza l’accesso sarebbe stato negato da Trenord per saturazione dell’impianto. Restano fuori dai giochi, almeno per ora, anche Milano Martesana e Napoli Gianturco, considerati centri di manutenzione pesante di Trenitalia e dunque esclusi dall’obbligo di apertura a terzi previsto dal quadro normativo.
La situazione è ora al vaglio dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti che dovrà trovare una soluzione.
Insomma, dopo la ricerca di nuove tracce e i possibili problemi di compatibilità dei TGV con la rete italiana, SNCF si trova a dover fronteggiare un nuovo ostacolo per riuscire a entrare in concorrenza nel settore dell’alta velocità.