Referendum Atac: il TAR dà ragione ai Radicali


Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha accertato, in una sentenza pubblicata ieri, che l’esito del Referendum sulla liberalizzazione del trasporto pubblico dovrà essere discusso in assemblea capitolina





La Sindaca dovrà, entro 10 giorni, dare esecuzione alla sentenza che già nel 2019 aveva annullato parte del verbale delle operazioni referendarie. 

Il TAR ha dichiarato che la Sindaca è inadempiente anche rispetto all’obbligo di adempiere a quella sentenza, concedendo un termine di 10 giorni per provvedere alla proclamazione della vittoria del “SI” con conseguente convocazione dell’assemblea capitolina per la discussione dei risultati.

L'opinione di Carlo
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Ricordiamo che l’11 novembre 2018 votarono 386.785 romani, con una vittoria schiacciante del SI e un’affluenza del 16,38%, ben lontana dalla soglia del 33% di quorum fissata dalla norma statutaria, che tuttavia era stata abrogata qualche tempo prima. 

Precedentemente la Sindaca aveva fatto rinviare il giorno del voto dal 3 giugno all’11 novembre 2018, sminuendo de facto la votazione con l’approvazione di una delibera che prolungava arbitrariamente il contratto di servizio ad Atac dal 2019 al 2021.

L’oscurantismo che ha caratterizzato la campagna referendaria, con la Sindaca e l’Assessore ai Trasporti [allora Linda Meleo ndr] sempre lontani dai dibattiti pubblici, fa parte di una storia che ancora vive nei giorni di oggi.

Se la Sindaca non adempierà all’obbligo di proclamare la vittoria del SI, il Tribunale ha già dichiarato il Prefetto di Roma quale esecutore sostitutivo della sentenza.





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