Il fallimento di Roma Metropolitane

Il fallimento di Roma Metropolitane


"Da aprile stop alle metro A, B e C", così ha titolato La Repubblica in un articolo del 23 gennaio scorso. Ve lo diciamo senza troppi giri di parole: il titolo è un palese falso, ma l'articolo contiene una verità che vi voglio spiegare





Tutto è cominciato nel 2017, quando il ministro Delrio stanziò 425 milioni per le manutenzioni urgenti delle metro A e B. A causa di una serie di ricorsi, questi fondi sono entrati nelle casse del Campidoglio solo a gennaio del 2019.

Da allora Roma non ha speso un centesimo di quella somma.

In particolare si era prevista una progettazione delle manutenzioni tra tre soggetti: il Dipartimento Mobilità, Atac (per quanto riguarda la manutenzione dei rotabili) e Roma Metropolitane, una società partecipata al 100% dal Campidoglio che si occupa, tra le altre, anche del monitoraggio lavori della linea C.

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Roma Metropolitane sin dal 2018 è stata messa in "fallimento controllato", una procedura che non si sa cosa sia e che non è neanche prevista nell'ordinamento giuridico italiano.

La società, nonostante il dissesto e i conseguenti esuberi, è riuscita a terminare le progettazioni richieste, ma è necessario rimanga operativa per coordinare i lavori che verranno.

Come vi ho detto, finora di 425 milioni non è stato speso un euro!

Tra gare deserte e incapacità politica stiamo perdendo tempo prezioso: se i soldi non verranno impegnati entro il 2021, questi verranno ritirati dal MIT, lasciando Roma e le sue metropolitane al proprio destino.


Di Carlo - TreninoBlu è dottore in Ingegneria Civile, un cittadino di Roma appassionato di trasporto pubblico che mal sopporta l'inefficienza e la mancanza di idee per la mobilità. Per informazioni o segnalazioni carloandrea.tortorelli@odisseaquotidiana.com




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