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Calabrese: “I 45 filobus recuperati torneranno presto in servizio"

Calabrese: “I 45 filobus recuperati torneranno presto in servizio"

Che sia chiaro: i 45 filobus che la nostra amministrazione ha recuperato e utilizzato sul Corridoio Eur Laurentina – Tor Pagnotta e su via Nomentana torneranno presto in servizio”. Lo assicura Pietro Calabrese, assessore ai Trasporti di Roma





Stiamo lavorando per ripristinare nel più rapido tempo possibile le attività di manutenzione dei veicoli con un affidamento con carattere di urgenza, nelle more di una futura procedura di affidamento che effettuerà direttamente Atac in qualità di gestore del parco mezzi – spiega l’assessore -. Confidiamo di poter riprendere il servizio filoviario a breve.
 
Nel frattempo abbiamo ricevuto formali garanzie da parte degli operatori che effettueranno lavorazioni sulla parte strutturale dei veicoli entro il 30 giugno. 



Il Dipartimento Mobilità e Trasporti di Roma Capitale, di concerto con Atac, sta valutando la possibilità di aggiungere nuove linee filoviarie sia sul corridoio Laurentino che su quello Nomentano una volta che ci sarà il contratto per la manutenzione. In tal senso Atac sta provvedendo alla valutazione della potenzialità delle sottostazioni elettriche per verificare se e quante vetture potranno essere aggiunte sulle linee.

Ma ripercorriamo la vicenda. Qualcuno ricorderà che i 45 filobus in questione appartengono ad un vecchio appalto, firmato dall’amministrazione dell’ex sindaco Gianni Alemanno e oggetto di un’inchiesta per corruzione.

Ancora oggi paghiamo i ritardi del passato, legati a una fornitura avviata colpevolmente molti anni prima del completamento dell’opera e senza certezza sulla realizzabilità.
 
Il corridoio della mobilità Eur Laurentina-Tor Pagnotta è stato un cantiere ereditato completamente abbandonato. Lo abbiamo portato a termine e messo in funzione il servizio, sanando una ferita aperta da 10 anni.

L’impianto amministrativo era un disastro: prevedeva la realizzazione della pubblica infrastruttura “a tratti”, da parte di costruttori diversi, ognuno dei quali incaricato di realizzare il suo proprio pezzo a “scomputo” rispetto all’edificazione di quartieri e varie volumetrie private.

Abbiamo provato a convincere il consorzio di imprese a cui era stata affidata la manutenzione, il confronto è durato più di un anno, ma è non è stato possibile prolungarne la durata oltre la scadenza, nonostante vi fosse l’opzione della proroga tecnica. 

Da qui il lavoro degli ultimi mesi con una delle imprese del consorzio, che ha accettato di intervenire nel tempo che servirà per il nuovo affidamento. 

Le imprese di solito sono sempre propense alle proroghe tecniche, ma in questo caso ha pesato la loro volontà di chiudere ogni tipo di rapporto. 

Una gestione scellerata del passato che oltre al disastro verso la cittadinanza ha portato alla mancanza di fiducia delle imprese coinvolte. 

Del resto l’abbandono in deposito per 5 anni ha comportato delle conseguenze difficili da risolvere.

Questo episodio dimostra come soprattutto le imprese, a prescindere da questo consorzio, siano state depresse negli scorsi decenni dalle amministrazioni precedenti, andando di fatto ad aggiungere ulteriori effetti comunque negativi rispetto alla corruzione presente non solo in questo episodio. 

Non vorremmo infatti che qualcuno avesse dimenticato la mazzetta da 500mila euro che andò a ‘condire’ con la solita ciliegina la fetta di torta come andava di voga a quei tempi…”, conclude Calabrese.





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