Atac, Magi parla del rinvio del referendum


Il promotore dei quesiti referendari, insieme ad Alessandro Capriccioli sul rinvio del Referendum sulla liberalizzazione del Trasporto pubblico: "Fin'ora il Comune non si è mosso per informare i romani. Campagna informativa richiesta anche dal Consiglio d'Europa"



[ Roma Today ] "Non siamo stati informati. Lo abbiamo appreso dalla stampa. A questo punto che si utilizzi il tempo per informare davvero i cittadini". Riccardo Magi, leader dei Radicali Italiani e promotore del referendum insieme ad Alessandro Capriccioli, commenta a RomaToday la decisione del Campidoglio di posticipare il voto sulla messa a gara del trasporto pubblico. Non più il 3 giugno, ma il prossimo autunno.

Per il Comune una scelta che va nella direzione di una migliore organizzazione e programmazione, data la vicinanza con le elezioni municipali del 10 giugno, e di un ipotetico risparmio grazie a un altrettanto ipotetica sperimentazione di un nuovo sistema di voto elettronico. Ma per chi ha promosso il referendum, si tratta semplicemente di un "atto dovuto per scongiurare la violazione dei diritti dei cittadini". 

Perché parla di diritti violati? "Esiste un codice di buona condotta in materia referendaria varato dal Consiglio d'Europa, prevede una campagna informativa da parte dell'ente locale. Il Comune non ha mosso un dito per informare i romani". A otto mesi dalla raccolta firme, in Aula non è ancora passato il regolamento necessario a definire le modalità della campagna. "Senza informazione il referendum è come se non esistesse" insiste Magi. E infatti sono settimane, anzi mesi, che i comitati promotori inviano diffide alle istituzioni, lanciano appelli e mobilitazioni. Ora i Cinque Stelle rinviano il referendum, parlando di "ampliamento dei diritti dei cittadini" e di "più tempo per informarsi". Un'implicita ammissione di colpa? 

"Sembra un atto dovuto per scongiurare una violazione certa dei diritti dei romani". Poi, sulla questione del risparmio: "Si parla in maniera molto vaga di voto elettronico, ma non è assolutamente chiaro nè se verrà effettivamente messo in atto, nè di quanto sarà il risparmio. Piuttosto sarebbe bastato accogliere la nostra richiesta di accorpare il referendum alle politiche del 4 marzo. Lì sì che per il Comune ci sarebbe stato un risparmio vero". 


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