Sharing: le criticità di Pisa da evitare sul bando di Roma
Micromobilità in sharing, la tariffe poco chiare di Pisa: le lezioni per il futuro bando di Roma.
L'obiettivo non è puntare il dito contro l'amministrazione di Pisa o BITMobility in particolare, ma capire come evitare che le buone intenzioni dei bandi pubblici si perdano dalla gara all’aggiudicazione finale con effetti diretti sull’utenza.
Cosa prevedeva il bando
A dicembre 2024 Pisamo, l’azienda per la mobilità locale, ha indetto un avviso pubblico per selezionare un unico operatore a cui affidare il servizio di sharing di biciclette muscolari, e-bike e monopattini. Tra i criteri del bando vi era quello di un servizio economico e accessibile.
In particolare, l'articolo 8 fissava infatti paletti estremamente rigorosi sulle tariffe:
Le tariffe base presentate in sede di offerta dovevano riferirsi a una "corsa-tipo" esplicita: 15 minuti per le e-bike e 30 minuti per le biciclette muscolari.
I valori dichiarati andavano intesi come quelli "effettivamente pagati dall'utenza". Tradotto: niente costi aggiuntivi di sblocco, a meno che non fossero dichiarati.
L'articolazione tariffaria doveva obbligatoriamente garantire, specialmente tramite le bici muscolari, "un servizio a basso costo".
Regola d'oro: le tariffe comunicate in offerta "non potranno subire variazioni in aumento per l'intero triennio autorizzato".
Sui monopattini: i prezzi non potevano superare di "più del 30%" le tariffe dichiarate per le e-bike.
L'offerta di gara vs la realtà
L'operatore aggiudicatario, BIT, ha vinto la gara presentando un'offerta economica sulla carta eccezionalmente vantaggiosa: 1,00€ per la corsa-tipo di 15 minuti in e-bike e di 0,50€ per i 30 minuti in bici muscolare.
Tuttavia, aprendo oggi l'applicazione per noleggiare un mezzo a Pisa, le tariffe finali proposte all’utente sono diverse da quelle presentate in sede di gara:
Bicicletta muscolare: la tariffa in app è di 0,50€ di sblocco più 0,15€ al minuto. Una corsa di 30 minuti arriva a costare 5,00€, ovvero fino a 10 volte rispetto al prezzo promesso in fase di gare.
E-bike: la formula è di 1,00€ di sblocco più 0,28€ al minuto. La corsa-tipo di 15 minuti arriva a 5,20€, contro l'euro singolo dichiarato in gara.
Monopattini: avendo offerto 1,00€ euro per le e-bike, il tetto massimo imposto dal bando per i monopattini non poteva superare del 30% tale importo. Si sarebbe dovuto attestare quindi a massimo 1,30€ per 15 minuti. In app, la tariffa è identica a quella delle e-bike (1,00€ di sblocco + 0,28 €/min), portando il costo dei 15 minuti a 5,20 euro. Quattro volte oltre il limite teorico stabilito dal capitolato.
Il quadro regolamentare
L'avviso pubblico di Pisamo prevede clausole di salvaguardia, richiamate dagli articoli 12 e 14. Al momento della pubblicazione di questo articolo, tuttavia, non risultano atti pubblici in merito ad una concordata revisione tariffaria del servizio di sharing che giustificherebbe questi costi così diversi da quelli concordati al momento della presentazione delle offerte.
Una lezione per Roma
Il caso di Pisa racconta come l'esasperazione del peso delle tariffe sui bandi possa generare un vero e proprio effetto boomerang. Premiare eccessivamente tariffe basse di contro ad altre caratteristiche del servizio, quali capillarità dei mezzi, area di copertura, decoro della città rischia di generare situazioni economicamente sbilanciate per gli operatori che poi per gioco forza non si potranno soddisfare.