Ciclabili a Roma: il punto sui cantieri PNRR, scadenze GRAB e scontro politico
Focus sulle nuove piste ciclabili a Roma: dai fondi PNRR al GRAB. Ecco lo stato dei lavori, le scadenze di giugno e le polemiche in Commissione.
Secondo il report, diversi collegamenti strategici sono ormai prossimi alla conclusione.
La ciclabile del Viadotto dei Presidenti (III Municipio) ha raggiunto il 90% del completamento, mentre sono stati dichiarati conclusi i tratti di Piazza Cina-Torrino Eur, del Lungomare Vespucci a Ostia e il collegamento De Coubertin-Gaudini. Avanzano speditamente anche i lavori per il tratto viale Egeo-Oceano Pacifico e il collegamento tra la metro San Paolo e la Colombo, passando per Giustiniano Imperatore.
Il cuore della sfida resta però legato alle scadenze europee: per il tratto che collega Mezzocammino a Fiumicino l'obiettivo tassativo è il 30 giugno, traguardo per il quale sono state schierate più squadre contemporaneamente. Riflettori accesi anche sul GRAB (Grande Raccordo Anulare delle Bici), con l'avvio imminente dei lavori su via delle Tre Fontane e il nodo via La Spezia-via L'Aquila, sebbene rimangano alcune criticità su via dei Gordiani.
Il dibattito in aula ha però riacceso la profonda divergenza di visioni tra destra e sinistra. L'opposizione, per voce del consigliere Barbato (FdI), ha espresso forti perplessità sulla natura di alcuni interventi, definendo la carrellata di progetti "confusa". La critica principale riguarda il rischio di una "imposizione" della mobilità ciclabile a danno della viabilità ordinaria e dei commercianti, citando i casi di viale America e viale Europa all'Eur. Secondo le minoranze, alcune progettazioni - come quella su via Grotta Perfetta - rischierebbero di replicare criticità già viste (il caso via Panama), sollevando il dubbio se l'obiettivo sia favorire la bici o semplicemente "limitare l'auto".
Il presidente Zannola (PD) ha replicato sottolineando come la trasparenza degli atti permetta a ogni consigliere di approfondire i progetti, ammettendo che alcune soluzioni, come le ciclabili su marciapiede, nascono da necessità tecniche piuttosto che da scelte ideali, ma ribadendo la centralità del piano per la transizione della Capitale.