Roma, il valore del ferro: una strategia possibile per rilanciare il trasporto pubblico

Roma, mobilità su ferro: al seminario CIFI le proposte per potenziare metro, tram e ferrovie. Rete fino a 250 km e più capacità.

A cura di Redazione Redazione
08 maggio 2026 17:00
Roma, il valore del ferro: una strategia possibile per rilanciare il trasporto pubblico -
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Lo scorso 1° aprile si è tenuto presso l’Urban Center di Roma un seminario dedicato al ruolo della mobilità su ferro nella Capitale, promosso dal Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani insieme ad altre realtà del settore. L’iniziativa ha riunito tecnici, istituzioni e operatori con l’obiettivo di avviare un confronto concreto sul futuro del trasporto pubblico romano.

Al centro del dibattito, un tema noto ma ancora irrisolto: il potenziamento della rete su ferro come asse portante della mobilità urbana. Tram, metropolitane e ferrovie regionali sono indicati come elementi da integrare in una visione unitaria, capace di accompagnare anche le trasformazioni urbane della città.

L’idea è quella di intervenire non solo sull’estensione della rete, ma soprattutto sulla sua capacità. Tra le proposte, la separazione delle infrastrutture e delle tracce ferroviarie per aumentare la regolarità del servizio, l’introduzione di tecnologie come il sistema ERTMS per ridurre gli intervalli tra i treni fino a 3-4 minuti, il rinnovo del materiale rotabile e la riqualificazione delle stazioni, con particolare attenzione all’intermodalità.

Secondo quanto emerso, un insieme coordinato di interventi consentirebbe di aumentare sensibilmente l’offerta di trasporto, fino a raddoppiare o in alcuni casi triplicare i posti disponibili.

Per arrivare a questi risultati, il seminario ha individuato alcune priorità operative: la definizione e il finanziamento delle principali opere infrastrutturali, tra cui l’Anello ferroviario e il collegamento Ciampino-Casilina; la redazione di un masterplan del nodo ferroviario basato su un’analisi aggiornata della domanda; la ridefinizione dei servizi nelle aree periferiche; l’avvio di una sperimentazione su una linea di “metropolitana ferroviaria”; un nuovo accordo istituzionale tra Comune, Città Metropolitana, Regione e Ferrovie dello Stato; e infine una governance unitaria tra pianificazione e gestione del sistema.

Sul piano numerico, il potenziale di sviluppo è rilevante. A fronte degli attuali 63 km di metropolitane e 79 stazioni, lo scenario delineato punta a una rete complessiva di circa 250 km e 200 stazioni, includendo anche il contributo della rete ferroviaria esistente, che potrebbe arrivare a coprire circa 100 km e 50 stazioni.

Il messaggio che arriva dal mondo tecnico è chiaro: le soluzioni sono note e in larga parte già studiate. Il nodo resta la capacità di tradurle in scelte operative e in investimenti coerenti nel tempo.

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