Roma, il valore del ferro: una strategia possibile per rilanciare il trasporto pubblico
Roma, mobilità su ferro: al seminario CIFI le proposte per potenziare metro, tram e ferrovie. Rete fino a 250 km e più capacità.
Al centro del dibattito, un tema noto ma ancora irrisolto: il potenziamento della rete su ferro come asse portante della mobilità urbana. Tram, metropolitane e ferrovie regionali sono indicati come elementi da integrare in una visione unitaria, capace di accompagnare anche le trasformazioni urbane della città.
L’idea è quella di intervenire non solo sull’estensione della rete, ma soprattutto sulla sua capacità. Tra le proposte, la separazione delle infrastrutture e delle tracce ferroviarie per aumentare la regolarità del servizio, l’introduzione di tecnologie come il sistema ERTMS per ridurre gli intervalli tra i treni fino a 3-4 minuti, il rinnovo del materiale rotabile e la riqualificazione delle stazioni, con particolare attenzione all’intermodalità.
Secondo quanto emerso, un insieme coordinato di interventi consentirebbe di aumentare sensibilmente l’offerta di trasporto, fino a raddoppiare o in alcuni casi triplicare i posti disponibili.
Per arrivare a questi risultati, il seminario ha individuato alcune priorità operative: la definizione e il finanziamento delle principali opere infrastrutturali, tra cui l’Anello ferroviario e il collegamento Ciampino-Casilina; la redazione di un masterplan del nodo ferroviario basato su un’analisi aggiornata della domanda; la ridefinizione dei servizi nelle aree periferiche; l’avvio di una sperimentazione su una linea di “metropolitana ferroviaria”; un nuovo accordo istituzionale tra Comune, Città Metropolitana, Regione e Ferrovie dello Stato; e infine una governance unitaria tra pianificazione e gestione del sistema.
Sul piano numerico, il potenziale di sviluppo è rilevante. A fronte degli attuali 63 km di metropolitane e 79 stazioni, lo scenario delineato punta a una rete complessiva di circa 250 km e 200 stazioni, includendo anche il contributo della rete ferroviaria esistente, che potrebbe arrivare a coprire circa 100 km e 50 stazioni.
Il messaggio che arriva dal mondo tecnico è chiaro: le soluzioni sono note e in larga parte già studiate. Il nodo resta la capacità di tradurle in scelte operative e in investimenti coerenti nel tempo.