Sharing: verso la nuova gara, come il servizio è stato trasformato il 3 anni
Monopattini e bici sharing a Roma verso la nuova gara: tra caos iniziale, miglioramenti e aspetti da migliorare sul futuro del servizio.
La sperimentazione e il caos licenze
Dopo anni di esperimenti falliti, tra cui il bike sharing gestito da Roma Servizi per la Mobilità, a maggio 2020 la Capitale fu protagonista della sperimentazione di bici e monopattini in condivisione, complice anche il "decreto ToninellI" che "legalizzò" i monopattini.
Un modo alternativo per fronteggiare anche l'emergenza covid, durante la quale la limitazione di capacità dei mezzi pubblici causò grandi problemi agli esercenti di metropolitane, tram e autobus.
Con lo scemare del covid, tuttavia, ci si rese presto conto che il modello "a licenza" non era sostenibile: alla fine del 2021 Roma era un caos di 21mila tra bici e monopattini e 7 operatori diversi, concentrati per lo più nel Centro Storico.
La gara e la regolarizzazione del servizio
La neoeletta amministrazione intervenne con un nuovo regolamento, prodromico della futura gara del servizio: massimo 3 operatori e 9mila bici con altrettanti monopattini. Grande novità fu l'introduzione della gratuità delle corse per gli abbonati Metrebus, per incentivare l'uso dei mezzi in condivisione in combinazione col trasporto pubblico.
Gli aspetti da migliorare
Nel corso di questi anni la gestione del servizio è sicuramente migliorata, ma i cittadini rappresentano ancora delle criticità. Tra tutte c'è quella del decoro della città, spesso con mezzi parcheggiati ovunque sui quali lo stesso comune è intervenuto sanzionando gli operatori. A rappresentare una chiave di volta potrebbero essere i nuovi stalli dedicati recentemente delimitati dal Comune, conservando comunque la natura free-flow del servizio.
Altro aspetto particolarmente criticato dagli abbonati Metrebus è la farraginosità della procedura di rilascio delle corse gratuite, che deve essere semplificata: un aspetto che ha visto l'intervento della Guardia di Finanza nelle sedi dei gestori. Dopo alcune notizie circolate nelle scorse settimane, Patané ha smentito qualsiasi abbandono della gratuità, che resterà un requisito fondamentale per accedere alla futura gara.
Le incognite sul futuro
A pesare sul futuro dello sharing - soprattutto dei monopattini - è il recente irrigidimento della normativa nazionale. Già negli scorsi mesi lo sharing ha avuto un calo sostanziale dei numeri in tutt'Italia, anche per la paura da parte degli utilizzatori di venire multati.
Il Bel Paese, che è tra i più motorizzati dell'Unione Europea, continua ad affrontare la mobilità sostenibile con un clima di caccia alle streghe: quale futuro ci può essere, dunque? Riflessioni che meritano discorsi più ampi e, speriamo, più saggi.