Sciopero: il 28-29 maggio trasporti a rischio
Treni e trasporti a rischio per lo sciopero del 28 e 29 maggio: garantite le fasce minime.
Saranno a rischio i treni (Regionale, IC e AV) di Trenitalia e AV di Italo e i servizi di Trasporto Pubblico Locale.
Articolazione dell'agitazione
Trasporto ferroviario: servizio a rischio dalle 21:00 del 28 maggio alle 21:00 del 29 maggio. Garantiti i servizi regionali minimi essenziali dalle 06:00 alle 09:00, dalle 18:00 alle 21:00 del 30 maggio e i treni lunga percorrenza (IC e AV) essenziali. Qui la lista dei treni regionali garantiti nel Lazio.
Reti Atac, Troiani/ATR, BIS/Tuscia e Cotral: il 29 maggio servizio a rischio dalle 8:30 alle 17:00 e dalle 20:00 fino a fine servizio diurno. Garantite le fasce di garanzia 5:30-8:30 e 17:00-20:00. Nella notte 28 su 29 maggio a rischio la rete di bus urbani notturni, garantite le corse delle 15 linee diurne (38, 44, 61, 86, 170, 246, 301, 314, 404, 444, 451, 664, 881, 916, 980) che terminano alle ore 2:00. Nella notte 29 su 30 maggio garantiti i bus urbani notturni, non garantite le corse delle 15 linee diurne che terminano alle ore 2:00.
Motivazioni dello sciopero
Contro la guerra, l’economia di guerra e l’aumento delle spese militari; contro le politiche della UE e la presenza della NATO in Italia. Per la pace, a partire dal Medio Oriente e dall’Europa. Per investimenti su sanità, scuola, trasporti, sicurezza dei territori e welfare;
Contro lo sfruttamento sul lavoro, la precarietà e il mancato adeguamento delle retribuzioni nel settore pubblico e privato. Per aumenti salariali e pensionistici, per un salario minimo non inferiore a 12 euro l’ora e per meccanismi automatici di adeguamento al costo della vita;
Contro il genocidio in Palestina, la fornitura di armi a Israele e l’assenza di interventi concreti rispetto ai conflitti internazionali. Per il sostegno alle missioni umanitarie e per sanzioni nei confronti di Israele e USA;
Contro l’assenza di politiche sociali, in particolare sull’emergenza abitativa e sull’edilizia popolare. Per una riforma degli ammortizzatori sociali;
Contro le politiche repressive contenute nei decreti “Sicurezza”, ritenuti lesivi del diritto al dissenso e alla protesta;
Contro l’impianto normativo delle leggi 146/90 e 83/00 che regolano il diritto di sciopero e contro le limitazioni introdotte dalla Commissione di Garanzia. Per una legge democratica sulla rappresentanza sindacale;
Contro l’assenza di politiche industriali in grado di affrontare le transizioni economiche e produttive in corso;
Contro le morti sul lavoro. Per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori dentro e fuori i luoghi di lavoro.