Poteri per Roma Capitale: via libera della Camera, ma si rompe l’intesa con il PD
La Camera approva la riforma su Roma Capitale: nuovi poteri, autonomia e tensioni politiche tra governo, PD e Giorgia Meloni.
La riforma su Roma Capitale avanza: approvata alla Camera tra tensioni politiche.
Roma Capitale si avvicina a un riconoscimento più forte all’interno della Costituzione italiana. La Camera dei Deputati ha infatti approvato, in prima lettura, la riforma costituzionale che attribuisce maggiori poteri alla Capitale, con 159 voti favorevoli, 33 contrari e 55 astenuti.
La modifica riguarda l’Articolo 114 della Costituzione italiana, che verrebbe riscritto per includere esplicitamente Roma Capitale tra gli enti costitutivi della Repubblica, dotandola di autonomia e potestà legislativa in diversi ambiti. Tra questi figurano il trasporto pubblico locale, la polizia amministrativa locale, il governo del territorio, il commercio, la valorizzazione dei beni culturali e ambientali, il turismo, i servizi sociali e l’organizzazione amministrativa della città.
L’obiettivo della riforma è avvicinare Roma agli standard delle principali capitali europee, superando le attuali difficoltà amministrative legate al suo ruolo istituzionale e alla sua complessità.
Soddisfazione è stata espressa dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha però criticato la scelta del Partito Democratico di astenersi:
“È stata approvata oggi, in prima lettura alla Camera, la riforma costituzionale per rafforzare il ruolo di Roma Capitale [...] Con amarezza e stupore dobbiamo registrare la decisione del Partito Democratico di astenersi”.
Meloni ha sottolineato come il testo includesse anche proposte avanzate dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri, accusando il PD di aver interrotto un percorso condiviso e di non aver rispettato gli impegni presi.
Di diverso tono la replica dello stesso Gualtieri, che ha definito il voto un passo importante, pur auspicando un clima politico meno conflittuale:
“L’approvazione [...] è un fatto positivo che consente l’avvio dell’iter parlamentare per un provvedimento molto importante e atteso da tempo. Sarebbe stato auspicabile un consenso più ampio”.
Il sindaco ha inoltre ribadito la necessità di definire rapidamente una legge ordinaria che accompagni la riforma costituzionale, chiarendo competenze e risorse.
A spiegare la posizione del PD è stato il deputato Roberto Morassut, che ha parlato di “astensione costruttiva”:
“Per rendere la riforma davvero efficace occorreranno adeguate risorse. Abbiamo chiesto che il governo presenti una legge ordinaria che garantisca i mezzi necessari. Questa garanzia non c’è ancora”.
Secondo Morassut, il sostegno pieno del partito potrebbe arrivare nelle prossime letture, a condizione che vengano assicurate le risorse necessarie.
Il provvedimento passerà ora al Senato e successivamente tornerà alla Camera. Per l’approvazione definitiva sarà necessaria una maggioranza qualificata dei due terzi. Il percorso resta quindi complesso e politicamente delicato.
Se approvata in via definitiva, la riforma garantirebbe a Roma Capitale una maggiore autonomia amministrativa e finanziaria, permettendole di gestire con più efficacia le funzioni strategiche legate al suo ruolo di capitale della Repubblica.