Tram: che fine ha fatto l’asservimento semaforico?

Il sistema di asservimento semaforico fu sperimentatoqualche anno fa ma mai introdotto a regime.

A cura di Lorenzo
08 febbraio 2026 07:00
Tram: che fine ha fatto l’asservimento semaforico? -
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Correva l’anno 2018, la giunta Raggi si era insediata daquasi due anni e il servizio di superficie offerto da Atac era ai minimistorici. Tuttavia, c’era la necessità di dare una svolta al trasporto pubblicoromano e perciò si pensò di avviare la sperimentazione della precedenzasemaforica per i tram. Il sistema era molto semplice: veicolo e semaforocomunicavano mediante un software dedicato. Questo software era in grado di rilevarela posizione in tempo reale del mezzo e comunicarla al sistema di gestionedegli impianti semaforici di viale Trastevere che poi avrebbe determinato unastrategia di priorità cercando di far trovare verde il semaforo al momento delpassaggio del tram. In questo modo si sarebbe riusciti a ridurre notevolmente itempi di percorrenza aumentando la soddisfazione dell’utenza che avrebbe potutousufruire di un mezzo di trasporto più rapido delle automobili.

La sperimentazione venne avviata nell’aprile 2018 su viale Trastevere a servizio delle linee 3 e 8. Tuttavia, dei risultati ottenuti nonsi ha niente più di una generica soddisfazione da parte delle figureistituzionali. Quel che sappiamo per certo è che già pochi giorni dopo l’avviodelle prove di questo sistema, alcune vetture tramviarie vennero sabotatemediante pezzi di plastica o legno per bloccare l’impianto. Dopo la breve parentesi di prova non se ne fece più nulla e l'asservimento venne dimenticato.

La mancata implementazione della priorità semaforica mostra,ancora una volta, l’assenza di una visione che metta al centro il trasportopubblico. Persino nel PUMS, che dovrebbe dare le linee guida di sviluppo dellamobilità cittadina, si fa giusto qualche accenno senza sbilanciarsi sull’effettivanecessità di introdurre questo sistema e tantomeno sui tempi per la suarealizzazione. Eppure, a livello internazionale le città che hanno introdotto l’asservimentosemaforico sono molteplici godendo dei numerosi benefici che esso comporta.Infatti, in base ai numerosi studi effettuati, si è rilevato che l’asservimentosemaforico comporta una riduzione dei tempi di percorrenza che varia tra il 10%e il 20%. Un tempo di percorrenza ridotto porta con sé più benefici:

  • Maggiore puntualità perché sarà possibile stimare piùefficacemente gli orari di passaggio del tram in quanto esso non dipende daisemafori presenti lungo il percorso;
  • Maggiore regolarità perché diminuendo le variabili lungo ilpercorso (in questo caso le attese al semaforo) è possibile avere dei tram cheimpieghino all’incirca tutti lo stesso tempo per percorrere una stessa linea edi conseguenza essi saranno tutti equamente distanziati evitando scene comequella di 2 o 3 tram uno ravvicinato all’altro e poi attese di mezz’ora cometalvolta avviene;
  • Riduzione dei costi d’esercizio perché per coprire unostesso percorso serve meno tempo e quindi servirà meno personale e meno mezziper offrire la medesima qualità di servizio su una stessa linea. L’eventualerisparmio potrebbe essere reinvestito migliorando la qualità del servizioofferto aumentando la frequenza.

Inoltre, mediante la priorità semaforica, si riducono lefasi di frenata e accelerazione ottenendo un corposo risparmio sia energeticoche manutentivo poiché le componenti meccaniche sono stressate molto dimeno.

Tutti vantaggi che sono ben conosciuti non solo in Europa maanche in Italia: Torino, ad esempio, ha implementato un sistema di asservimentosemaforico sin dagli anni 90.

Non sono sufficienti proclami e aperti sostegni da partedella politica ma serve sedersi a un tavolo con i principali attoriprotagonisti della mobilità a Roma per studiare dove e come implementare l’asservimentosemaforico sui principali assi tramviari oppure riattivarlo dove esso era giàpresente ma erroneamente disattivato.

Insomma, in una Capitale dove la scarsa quantità di vetture per effettuare il servizio e la lentezza generale delle linee esistenti sono lacausa di un pessimo servizio erogato ai cittadini, l’introduzione di nuove tecnologieche favoriscano il trasporto pubblico potrebbero aiutare a risollevare una situazionemolto critica per il servizio tramviario romano.

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