Perché non possono tornare i treni diretti tra Ostia e Termini

Per quasi 30 anni i treni della Roma-Lido arrivavano a Termini. Ecco perché oggi quel collegamento non può essere ripristinato.

28 luglio 2026 09:00
Perché non possono tornare i treni diretti tra Ostia e Termini -
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Ogni volta che si torna a parlare della Roma-Lido riaffiora la stessa domanda: perché non ripristinare i treni diretti tra Ostia e Termini?

La risposta è meno politica di quanto spesso si creda. Il servizio non può essere semplicemente riattivato con una decisione amministrativa perché oggi la ferrovia Roma-Lido e la metro B sono infrastrutture tecnicamente incompatibili. Eppure, per circa trent'anni, i treni provenienti dal litorale raggiunsero realmente la stazione Termini senza necessità di trasbordo.

Quando nacque il servizio Termini-Lido

La possibilità di collegare direttamente Ostia con il centro della città nacque negli anni Cinquanta.

Parallelamente alla ricostruzione della Roma-Lido, erano infatti in corso i lavori della metropolitana Termini-EUR, la prima linea metropolitana di Roma, inaugurata il 9 febbraio 1955 dal presidente della Repubblica Luigi Einaudi.

La nuova infrastruttura venne progettata con caratteristiche tecniche compatibili con quelle della Roma-Lido. All'altezza della stazione Magliana fu realizzato un collegamento ferroviario tra le due linee che consentiva ai treni di passare dalla ferrovia alla metropolitana.

Grazie a questa configurazione, il 10 agosto 1956 entrò in servizio il collegamento diretto Termini-Lido.

I convogli impiegati erano esclusivamente quelli della metropolitana, gli unici in grado di affrontare la rampa che conduceva alla stazione Termini. Per distinguere le corse dirette venivano utilizzati appositi cartelli con bande bianche e rosse esposti nella cabina di guida.

Il servizio contribuì a incrementare l'utilizzo della metropolitana, che all'epoca attraversava vaste aree ancora poco urbanizzate dell'EUR, e offrì ai romani un collegamento rapido tra il centro cittadino e il litorale.

Gli anni Ottanta e la separazione tra le due linee

La situazione cambiò radicalmente negli anni Ottanta.

In quel periodo erano in corso i lavori per il prolungamento della metro B da Termini a Rebibbia e per il generale ammodernamento dell'infrastruttura esistente.

Il progetto prevedeva una modifica sostanziale della linea: la riduzione della sagoma ammessa per i treni, cioè dell'ingombro massimo consentito ai convogli in galleria. L'intervento era necessario per realizzare le banchinette di emergenza lungo la tratta esistente della metropolitana.

Questa scelta tecnica ebbe una conseguenza diretta: i treni della Roma-Lido e quelli della metropolitana non risultarono più reciprocamente compatibili.

Venne quindi meno il presupposto che aveva consentito l'esercizio del servizio diretto fin dagli anni Cinquanta.

Il 4 agosto 1986 i treni Termini-Lido effettuarono le ultime corse e il collegamento venne definitivamente soppresso.

Negli anni successivi la separazione tra le due infrastrutture divenne ancora più netta. Dal 1989, per consentire i lavori sulla metropolitana, il servizio della Roma-Lido venne temporaneamente limitato a Magliana. Solo nel 1998 la ferrovia tornò ad attestarsi stabilmente a Porta San Paolo, dopo la ristrutturazione della stazione.

Perché oggi il Termini-Lido non può essere ripristinato

A distanza di quasi quarant'anni dalla soppressione, la richiesta di ripristinare il collegamento diretto continua a emergere nel dibattito pubblico.

Tuttavia il problema non riguarda la volontà politica né l'organizzazione del servizio.

La metro B e la Roma-Lido si sono evolute come infrastrutture separate e oggi presentano caratteristiche tecniche differenti. La modifica della sagoma realizzata negli anni Ottanta ha eliminato la compatibilità che consentiva ai convogli di circolare su entrambe le reti.

In altre parole, non è sufficiente programmare nuove corse per far tornare i treni a Termini. Per ripristinare il collegamento sarebbe necessario intervenire sulle infrastrutture oppure realizzare materiale rotabile appositamente progettato per operare su entrambe le linee, con costi e complessità molto elevati.

Per questo motivo il Termini-Lido appartiene ormai alla storia del trasporto pubblico romano. La sua scomparsa non è il risultato di una scelta politica recente, ma la conseguenza di trasformazioni infrastrutturali che hanno reso incompatibili due reti che negli anni Cinquanta erano state concepite per funzionare insieme.

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