Metro B: perché il servizio va così male?
Interruzioni frequenti e lunghe ore di ripristino sonosolo il sintomo di un problema più grande.
Al termine dell’ennesima interruzione del servizio sullalinea B della metropolitana, molti si chiedono: “Perché il servizio va cosìmale?”
In questa analisi abbiamo sintetizzato i principali motiviche hanno ridotto la seconda metropolitana di Roma in uno stato di costantefragilità, dove basta poco per rompere un equilibrio sempre più precario.
L’INFRASTRUTTURA VETUSTA
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, oggi ilproblema principale della metro B non sono i treni – il loro numero non è ottimale ma è più che raddoppiato rispetto al 2023, quando ne circolavano solo 13 – bensì tutto il resto.
L’infrastruttura della linea è stata ammodernata perl’ultima volta nel 1985, in occasione del prolungamento verso Rebibbia, e daallora è rimasta sostanzialmente invariata.
L’infrastruttura è la “strada” su cui corrono i treni, esulla linea B questa strada è paragonabile a un percorso pieno di buche e senzailluminazione. Ecco le criticità principali.
BINARI E BALLAST – Molti tratti di binario e le relativesottostrutture – il ballast in pietrisco o le piastre in cemento armato –risultano ammalorati. Questo comporta rallentamenti costanti, come sugli scambi di Castro Pretorio o sulla curva all’imbocco della galleria di EUR Magliana,con conseguente aumento dei tempi di percorrenza. La combinazione di unafondazione cedevole e binari usurati impone manutenzioni continue e può portarea interruzioni di servizio. Ad onor del vero, finora non si sono registraticasi di rotaie spezzate come avvenuto sulla linea A, ma spesso le cause deiguasti non vengono specificate con chiarezza.
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L’IMPIANTO DI ALIMENTAZIONE – Anche i sistemi dialimentazione della linea B sono obsoleti. Il problema non è tanto il filo dicontatto, quanto le sottostazioni elettriche che trasformano l’alta tensionenei 1.500 Vcc che alimentano i treni. Impianti così datati sono complessi damanutenere e strutturalmente fragili, come dimostrato dai frequenti guastidella linea 8 negli ultimi anni,
SEZIONABILITÀ DELLA LINEA – Pur non essendo un problemalegato alla vetustà, anche la possibilità di sezionare la linea influisce sulcontenimento dei disagi. Oggi i treni della linea B possono limitare ilservizio solo a EUR Fermi, EUR Magliana, Garbatella, Castro Pretorio, MontiTiburtini e Conca d’Oro, le uniche stazioni con scambi per l’inversione dellamarcia. Questo significa che un guasto a Colosseo comporta l’interruzionedell’intera tratta Garbatella–Castro Pretorio. Prima deilavori degli anni ’90 la linea disponeva di un punto d’inversione anche aPiramide e, durante la costruzione del prolungamento per Rebibbia, di scambi aSanta Maria del Soccorso. Ripristinarli consentirebbe maggiore flessibilità esospensioni più circoscritte.
UNA RISTRUTTURAZIONE NON PIÙ RINVIABILE
È ormai evidente che serve un vero e proprio restauro generale della linea B, come già avvenuto per la metro A.
Un intervento di questo tipo richiederà almeno due anni dichiusure serali, ma restituirebbe alla città una metropolitana più affidabile eresiliente.
Oltre al rinnovo di binari, sottostrutture e sistemi dialimentazione, sarebbe opportuno aumentare i punti di sezionamento eaccompagnare i cantieri con l’aggiornamento tecnologico: in particolare, il nuovo sistema di segnalamento annunciato dal Comune.
Concentrando tutti gli interventi in un’unica finestratemporale si eviterebbero chiusure ripetute per lavori diversi.
L’assessore Patané, in diretta sul nostro canale Twitch, ha annunciato che la metro B dovrà chiudere anticipatamente la sera. Non è peròchiaro se si tratti di manutenzione ordinaria più impattante o di un vero eproprio rifacimento straordinario della linea.
E I NUOVI TRENI?
In questo contesto i treni hanno un ruolo secondario:l’infrastruttura su cui viaggiano è quella che oggi limita la qualità delservizio.
Da un lato si sta completando la revisione intermedia dei convogli MB400, dall’altro i nuovi treni Hitachi stanno arrivando, seppur conqualche mese di ritardo.
In sintesi, i treni ci sono: ora serve un’infrastrutturaall’altezza.