Ponte ciclopedonale Anagnina: l’opera sarà declassata ad una passeggiata
Il Comune di Roma non riesce a dare una pista ciclabile adun quadrante che la richiede.
La pista ciclopedonale di Anagnina si farà, a metà e senzaciclabile. Questa è l’estrema sintesi dell’irreale commissione mobilità che si è svolta lo scorso 21 novembre alla presenza dei comitati di quartiere dellearee extra-GRA che vorrebbero uscire da decenni d’isolamento.
Il progetto, in due lotti, prevedeva una prima fase da 2,6milioni di euro concernente la realizzazione di un ponte sul GRA e di una pistasu via Tuscolana fino all’altezza di via Petrocelli, servendo la Romanina ePonte Linari. Un secondo lotto prevedeva l’estensione della pista lungo l’assedi via Anagnina fino a Morena, per un totale di 12 km di piste.
Il fermento era tanto, che a dicembre 2023 il presidente delVII Laddaga dava l’avvio dei lavori per imminenti: l’opera si sarebbe dovutainaugurare lo scorso ottobre, ma ad oggi non c’è traccia neanche della prima pietra.
A spiegare egregiamente la situazione è stato il responsabileunico del progetto (RUP) Romagnoli, che ha spiegato come il dipartimento mobilità abbia posto una sorte di veto sull’opera, declassandola a meropercorso pedonale a causa della mancanza di una larghezza minima di 90 cm entroquale far transitare pedoni e ciclisti nel primo tratto dalla metro Anagnina alsottovia del GRA.
Il RUP ha spiegato di aver gestito la progettazione e laconferenza dei servizi decisoria con senso di pragmatismo: la costruzione partirànelle prossime settimane, anche se in definitiva mancherà il bollino “ciclabile”alla pista che nei fatti verrà comunque utilizzata “illegalmente” dai ciclisti.
Sarebbe stato interessante conoscere le ragioni per le qualiil Dipartimento Mobilità di Roma Capitale ha espresso un parere prima nonchiaro, poi negativo su un progetto del Municipio, che è una sua propaggine, senon fosse che lo stesso dipartimento mobilità era assente in commissione.
E così, in un evidente imbarazzo generale sono intervenuti icomitati di quartiere che hanno sottolineato di essere completamente a favoredi qualsiasi intervento che li faccia uscire dall’isolamento derivante dallabarriera che rappresenta il GRA.
In una fase storica in cui le ciclabili sono ampiamentecontestate, l’amministrazione capitolina non riesce a dare una pista – già finanziata,progettata e appaltata – a decine di quartieri che quel servizio lo richiedono:un vero e proprio pastrocchio politico e burocratico.
Menzione speciale la dedichiamo all’on.le Francesca Barbato (FdI)che è intervenuta dichiarando:
La nostra posizione sulle ciclabili è quella di un equilibrio,che al momento in città non si vede. Noi diciamo che vanno bene tutte quelleciclabili che veramente congiungono i quartieri, congiungono con la viabilitàpubblica e soprattutto non detraggono parcheggi o restringono carreggiate.
Barbato si è espressa a favore del progetto, purché rimangaciclabile, nonostante i problemi derivino da un insufficiente spazio delmarciapiede che, in qualsiasi altra città del mondo, si sarebbe risoltorestringendo leggermente la carreggiata.
Insomma, una visione della ciclabilità come “mezzo dirisulta”, che nella visione di Fratelli d’Italia è ammessa purché non rechidisturbo alle macchine.